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La Nazione Rosignano - Solvay incassa il «sì» anche da Ponteginori

 

ROSIGNANO PASSA DEFINITIVAMENTE L’IPOTESI DI ACCORDO
Ora può partire la riorganizzazione dello stabilimento
di CINZIA GORLA


— ROSIGNANO —
TERZO e ultimo sì all’ipotesi di accordo sulla riorganizzazione siglata dieci giorni fa nella sede livornese di Confindustria. Un sì che arriva dal cantiere di Ponteginori che in quel 10% di tagli complessivi previsti nell’ipotesi di accordo, corrispondenti a una sessantina di persone, perderà due unità. Tagli che si concretizzeranno non reintegrando i pensionamenti e coprendo quelle posizioni rimaste scoperte che si riterranno necessarie redistribuendo i lavoratori, inserendo giovani laddove non ci saranno posizioni eccedenti. Terzo e ultimo sì da quella Ponteginori che ha vissuto la cassa integrazione un anno fa. Era febbraio, la procedura partì per 23 dipendenti, l’«elemento improvviso e imprevisto” causa scatenante fu la mancata revoca dell’inibizione all’attività di estrazione di Saline decisa dal comune di Volterra a fine 2011. Comune di Volterra a cui, ricordiamo, con sentenza del 6 dicembre scorso ha dato torto il Tar a cui Solvay, diretta da Michelle Huart, aveva presentato ricorso.
UNA FASE di grande fibrillazione per Ponteginori, ma anche per via Piave, molto concreto il rischio che la cassa integrazione si abbattesse di conseguenza anche su Rosignano. Fu il rinnovo delle concessioni Cecina e Poppiano da parte della Regione Toscana a impedire l’effetto cascata su via Piave e, permettendo la ripresa di un’attività estrattiva, a portare a maggio alla sospensione della cassa integrazione per i 23 di Ponteginori. Cassa integrazione che, erano state molto chiare le Rsu appellandosi al senso di responsabilità dei lavoratori, sarebbe stata l’alternativa a una non approvazione dell’ipotesi di accordo. La stessa Solvay aveva messo in chiaro che in caso di mancata approvazione i lavoratori si sarebbero presi le loro responsabilità. Senso di responsabilità che dunque ha prevalso nelle tre assemblee dei lavoratori.
Un iter con le Rsu partito la settimana scorsa subito dopo la firma in Confindustria e l’immediato stop allo stato di agitazione proclamato alla vigilia di Natale con il blocco degli straordinari.
PRIMA l’assemblea in via Piave, poi in casa delle Rsu coordinate da Marco Baldini in via Moro. Infine ieri a Ponteginori. Confronti accesi e discussi, ma sempre il via libera alla riorganizzazione in sostanza tracciata e decisa da Solvay. Adesso l’ipotesi di accordo dovrà essere trasformata in accordo vero e proprio.


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