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La Nazione - «La Concordia da smantellare? A Civitavecchia si risparmierebbe»

 

Il vicesindaco: niente sfide, con Piombino vogliamo collaborare
Cristina Rufini
GROSSETO


«IL PORTO di Civitavecchia è già pronto per accogliere la Costa Concordia». Potrebbe bastare questa frase per chiudere la partita su dove trasferire il relitto del transatlantico naufragato all’Isola del Giglio il 13 gennaio dello scorso anno. Ma il vicesindaco e assessore comunale al Mare della città del Lazio, nonché presidente della Compagnia portuale, Enrico Luciani, non vuole lanciare una sfida alla Toscana, ma far presente che la «loro» struttura non ha bisogno di essere adeguata, a costi ingenti, come invece dovrebbe accadere per l’ipotesi Piombino, tanto cara al presidente della Regione Enrico Rossi e al ministro Corrado Clini.
Quindi siete pronti ad accoglierla?
«Siamo indubbiamente tra i porti papabili, ormai da tempo. E non nascondiamo l’interesse per questa operazione, basta ricordare che proprio la Concordia è stata varata qui, nel 2006. Ma l’aspetto fondamentale è che abbiamo una struttura portuale adeguata».
Ha il sapore di una sfida agli altri aspiranti?
«No. Voglio subito precisare che non è una sfida. Anzi colgo l’occasione per lanciare una proposta cui stiamo pensando da un po’ di tempo: fare sistema».
Cioè a dire?
«Abbiamo buoni rapporti con le strutture di Piombino e Livorno, perché a livello politico non studiamo il modo migliore per collaborare? Noi abbiamo il porto adatto, ma questo non toglie che anche le aziende toscane non possano interagire nelle operazioni di smantellamento. E’ una proposta in cui credo fermamente. Sarebbe una dimostrazione, una volta tanto, di collaborazione umana e giusta. Di una politica in grado, appunto, di fare sistema».
INTANTO ieri, nella sede di Costa Crociere, a Genova, è stato notificato l’avviso di chiusura indagini sul naufragio, con allegata la sanzione amministrativa, che ammonterà a svariate centinaia di migliaia di euro, per responsabilità oggettiva. Cioè la Compagnia di navigazione è stata multata perché alcuni suoi dipendenti — gli indagati — hanno commesso reati portando così un vantaggio a Costa. L’entità della sanzione sarà calcolata in base alla quotazione in Borsa della Compagnia.


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