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Il Tirreno Piombino - Così Nardi tenta di salvare la Lucchini

 

Positivo incontro al ministero. Il commissario smentisce la vendita a “spezzatino” e dà rassicurazioni sull’occupazione
 
SIDERURGIA »LA VIA DEL RISANAMENTO
 
di Giorgio Pasquinucci PIOMBINO Primo incontro, al tavolo del ministero dello Sviluppo ecomico, tra il commissario straordinario della Lucchini Piero Nardi, i sindacati e le istituzioni locali. Ed anche i primi impegni in un clima che i sindacati considerano positivo sul piano della trasparenza. Smentendo intanto le voci circolare in questi giorni, il commissario ha intanto assicurato di lavorare per mantenere l’integrità del Gruppo. Niente vendite a “spezzatino” dunque - a parte le vicende di Trieste per il quale c’è un programma di dismissione entro il 2015 - e ricerca di “un impreditore siderurgico” capace di dare un futuro dell’azienda. Risposte positive sono venute anche alle preoccupazioni dei sindacati sul mantenimento dei livelli occupazionali, a cominciare dalla conferma dei circa 160 lavoratori precari. Nardi non ha promesso assunzioni a tempo determinato - che operando all’interno delle legge fallimentare non potrebbe fare - ma ha assunto l’impegno a valutare, in incontri a livello locale coi sindacati, la possibilità, nel rispetto della legalità, del prolungamento dei contratti in scadenza. E fermo restando che il ricorso alla legge ha bloccato i crediti al 21 dicembre, saranno riprese anche i pagamenti alle imprese d’appalto alle imprese d’appalto e ai fornitori, tenendo di conto delle priorità sulla base delle effettive sofferenze delle singole aziende. Il commissario non ha nascosto certo le difficoltà, e non solo quelle finanziaria. L’altoforno sta singhiozzando, fatica a riprendere la marcia. Troppo vecchio e stressato dai continuo “stop and go”. L’azienda ha chiamato al capezzale anche tecnici olandesi ed ai sindacati Nardi ha detto di contare di produrre la ghisa necessaria ad alimentare gli impianti entro una settimana. È certo che – come ha sostenuto il sindaco Anselmi – la questione dell’altoforno dovrà essere sciolta entro questi mesi, considerato il fine campagna previsto per il 2014. Ed a questo proposito sono suonate rassicuranti le affermazioni del sottosegretario Claudio De Vincenti, che ha ribadito l’interesse nazionale al mantenimento della siderurgia a ciclo integrale. De Vincenti ha anche fatto sapere di avere apprezzato «i contenuti e i toni» di questo primo confronto con il quale si è avviato il lavoro del commissario straordinario». Uno dei problemi è quello di come trasferire il lavoro fin qui fatti nelle mani del nuovo governo. Per questo, prima le della fine del mandato, sarà convocato un nuovo incontro tra le parti al ministero. Legare la crisi della aziende siderurgiche alle questioni aperte sul territorio è stata la preoccupazione del sindaco Gianni Anselmi. «Sviluppo del porto, infrastrutture e bonifiche – ha sottolineato – restano centrali anche per la ricerca di un possibile investitore per la Lucchini». È qui si innesta l’altra novità. Giovedì 24 si riunirà la conferenza Stato-Regioni sul decreto sviluppo, che prevede consistenti interventi dello Stato per le aree a crisi complessa. E Piombino e Trieste, ha anticipato De Vincenti, hanno tutte le caratteristiche per essere inserite nell’elenco. Anselmi ha anche portato all’attenzione del tavolo ministeriale il caso Costa Concordia. «Un elemento che si può aggiungere – ha sostenuto – per accelerare gli interventi sul porto e sulla viabilità». E non è stato un caso che a rappresentare la Regione, in assenza del presidente Rossi e dell’assessore Simoncini, ci sia stata proprio Maria Sorgentini, per l’Osservatorio regionale sulla Concordia. Non è sfuggita neppure la presenza all’incontro di Giovanni Bajetti, chiamato da Nardi come consulente commerciale. «Bisogna trovare il modo di mantenere in equilibrio le questioni finanziarie con quello produttive – ha sostenuto infatti il commissario – e ricercare anche un modo nuovo per stare sul mercato per non lasciare spazio ai nostri competitor».


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