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La Nazione Piombino - 30 dicembre - Costa, ecco perchà© Rossi punta i piedi

 

PIOMBINO SE NON SI DECIDE ENTRO GENNAIO SARà DIFFICILE ESEGUIRE I LAVORI PER OSPITARE LA CONCORDIA
Nuove opere nel nostro porto per 150 milioni: ma per farle bisogna partire subito
di FIORENZO BUCCI


— PIOMBINO —
SONO UN PO’ POCHI sette-otto mesi per portare a termine dal nulla i consistenti lavori di adeguamento del porto di Piombino (costo previsto 150 milioni di euro) che, così come è oggi, non potrebbe accogliere il relitto della Costa Concordia. Che la demolizione della nave sia un’occasione di lavoro, una speranza ed un auspico si può capire; che sia anche una cosa possibile e soprattutto realizzabile non è purtroppo detto. Ed anzi è saggio non alimentare eccessive aspettative in un comprensorio che soffre una condizione economica difficile. L’arrivo della Concordia nel porto di Piombino è stato considerato fino a qualche settimana fa come una conquista pressoché realizzata. Del resto perfino il ministro Clini si è speso nei mesi scorsi a favore del porto della Val di Cornia.
MA COSA occorre realizzare per poter garantire in sicurezza la demolizione della nave a Piombino? Un progetto, elaborato dall’Autorità portuale, contempla un molo a partire dalla Chiusa, un bacino per ospitare una nave lunga quasi 300 metri e larga 35, un dragaggio dei fondali fino a raggiungere i venti metri di profondità, una superficie per il cantiere pari a 80mila metri quadrati, ovvero circa 13 campi da calcio. Il costo previsto è appunto di 150 milioni di euro, metà dei quali dovrebbe far carico al ministero delle Infrastrutture, che ovviamente per ora non ha deciso stanziamenti, e metà alle assicurazioni costrette a pagare per il disastro della Concordia.
SI CAPISCE che l’iter per concludere un simile programma non è in discesa e diventa addirittura in salita quando da una dichiarazione televisiva del governatore Enrico Rossi si ha la conferma che verosimilmente il relitto sarà rimosso dal Giglio alla fine della prossima estate e si apprende che la stessa Regione e gli enti locali attendono, entro gennaio, una decisione dalla Costa e dalle assicurazioni per conoscere il destino del relitto. Se, quindi, come la Val di Cornia intera auspica, l’indicazione fosse davvero per Piombino, i consistenti lavori di adeguamento del porto dovrebbero essere conclusi in sette-otto mesi. Appunto da febbraio a settembre del prossimo anno. Possibile? Limitiamoci a rilevare che la cosa è molto ardua.
ALLA LUCE di queste banali considerazioni non sorprende l’atteggiamento freddino riscontrato dal sindaco Gianni Anselmi e dal presidente dell’autorità portuale Luciano Guerrini quando essi hanno presentato il progetto all’armatore e alle assicurazioni. Costi e tempi inevitabilmente inducono alla prudenza che non giustifica ovviamente una dilazione dei tempi sine die.
OVVERO un sì o un no per Piombino deve essere pronunciato in tempi ragionevolmente brevi in modo da permettere ogni conseguente azione. I motivi quindi per guardare al progetto Concordia con grande prudenza sono consistenti e tali da non giustificare eccessivi e purtroppo ricorrenti entusiasmi circa nuove occasioni di lavoro che, fatti concreti alla mano, potrebbero rivelarsi purtroppo inesistenti.


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