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La Nazione Rosignano - 22 dicembre - Solvay nell'occhio del ciclone

 

ROSIGNANO L’AZIENDA TAGLIA: LA SODIERA È AL DI SOTTO DELLA SOGLIA DI REDDITO
Gli operai sul piede di guerra
In dieci sono già stati trasferiti. Primo passo verso il licenziamento?
di CINZIA GORLA


— ROSIGNANO —
«NON ACCETTIAMO che si faccia ricadere sulle Rsu la responsabilità di non aver reagito ad una situazione di crisi e vogliamo rigettare con decisione una logica di ricatto: i numerosi accordi di riorganizzazione fatti finora stanno a dimostrare la responsabilità e la coscienza dei lavoratori e dei loro rappresentanti». Solvay. Proclamato lo stato di agitazione con il via al blocco degli straordinari. A partire dalla sodiera. Esattamente come un anno fa, quando si bloccarono le trattative per il rinnovo dell’integrativo. Stavolta la «totale rigidità dell’azienda», come sottolineano le Rsu capitanate da Marco Baldini nel volantino distribuito ai lavoratori, è nel «non voler affrontare una discussione vera e complessiva su riorganizzazione e riduzione dei costi». Uno stato di agitazione dichiarato dopo assemblee con i lavoratori in cui si è espressa la non condivisione di una politica basata sui tagli al personale e blocco del turn-over «come strumenti principali di riduzione dei costi».
AL CENTRO in primis la sodiera, una decina le persone, del centinaio in organico, che l’azienda ha deciso di sistemare altrove. C’è la preoccupazione che sia il primo passo verso un licenziamento? «No, l’azienda non licenzia nessuno», ci risponde Baldini. Sotto i riflettori il comunicato di cui vi abbiamo parlato in anteprima ieri, diffuso da Bruxelles, che conferma la crisi di domanda, annunciando l’impegno di «esaminare soluzioni per adattare la propria impronta produttiva rispetto alla domanda di mercato e sviluppare un piano di azione appropriato a partire dalla metà del 2013». Una sodiera Solvay, quella di via Piave è l’unica in Italia, che sta marciando a quota 1.800-1.900 tonnellate, la soglia di redditività è di 2.800, «l’impianto lavora comunque sempre a ritmo completo, però con dieci persone in meno», spiega Baldini. Le Rsu ribadiscono che «i primi ad essere interessati alla difesa e al rilancio di Rosignano e di San Carlo e Ponteginori sono i lavoratori dell’azienda e dell’indotto». Contestando le continue riorganizzazioni, «e di fatto tagli del personale, senza una risposta effettiva e necessaria ai problemi reali». Il blocco degli straordinari è già partito e per ora va avanti a oltranza.


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