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La Nazione Livorno - Porto. La richiesta del Sindaco al Convegno di Confindustria

 

«Competenze più chiare nel rapporto pubblico-privato»
di ANTONIO FULVI


— LIVORNO —
TANTE DIAGNOSI e anche qualche accenno di terapia: così dal convegno di ieri sulla portualità a villa Letizia, presso il Polo universitario dei Sistemi Logistici, organizzato dalla Federmanager di Confindustria. Convegno che ha richiamato il Gotha della portualità non solo locale, compresi il presidente nazionale di Assoporti Luigi Merlo da Genova, l’ammiraglio Raimondo Pollastrini oggi consigliere della Corte dei Conti ed il vicedirettore di CERTeT della Bocconi Oliviero Baccelli. Peccato che il convegno che era stato organizzato quando si sperava che la legge di riforma portuale potesse rapidamente completare il suo iter, invece di restare «impallinata« dalla crisi di governo.
COSì la sua prematura fine è diventata l’oggetto principale del convegno: tema non soltanto nazionale, che sia il sindaco Alessandro Cosimi, sia l’imprenditore portuale Piero Neri, sia infine l’avvocato Luciano Canepa nella sua duplice veste di marittimista e di presidente della Port Authority di Ancona, hanno riportato anche su Livorno e più precisamente sul sistema logistico livornese.
QUINDI il sindaco si è richiamato a quanto detto in apertura dalla professoressa Giovanna Colombini, sulle eccellenze del Polo logistico livornese che dovrebbe diventare — per le sue competenze — punto aggregante delle politiche regionali e nazionali sul settore dell’intermodalità. E ricordando le «troppe partite ancora aperte» a tutti i livelli decisionali, ha anche fatto appello a normative che chiariscano le competenze tra istituzioni favorendo così anche il rapporto tra pubblico e privato. Piero Neri a sua volta, da imprenditore che va al sodo, ha ricordato che la bozza della riforma portuale varata dal Senato era più che altro un maquillage della vecchia legge e avrebbe lasciato insoluti molti dei problemi più urgenti; ed ha evidenziato l’assurdo di tasse della sola Regione Toscana che investendo le concessioni demaniali mettono il sistema portuale labronico in condizioni di netta inferiorità rispetto alla concorrenza.
E’ FINITA che la difesa d’ufficio della bozza varata dal Senato è toccata a Marco Filippi, senatore Pd e co-autore di quel testo che lui stesso ha definito un compromesso tra opposte sollecitazioni. Temi che hanno poi costituito il cuore della tavola rotonda cui hanno partecipato, oltre i già citati esperti, anche il presidente Giuliano Gallanti dell’AP e il presidente dell’unione interporti Alessandro Ricci.


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