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La Nazione Piombino - «Tempi stretti per Lucchini-Klesch, domani vogliamo una decisione»
PIOMBINO L’INCONTRO AL «MISE» CON IL SOTTOSEGRETARIO DE VINCENTI
— PIOMBINO —
DOMANI la Lucchini incontra Klesch per la vendita. E da Roma il sottosegretario Claudio De Vincenti sollecita l’advisor a risolvere la questione in tempi brevissimi. Per mercoledì è quindi prevista una riunione tra gli istituti di credito (proprietari del Gruppo), la Lucchini e il soggetto imprenditoriale che ha manifestato interesse all’acquisizione dell’impianto di Piombino, il fondo svizzero Klesch, che fino a ieri sembrava essersi defilato. L’indicazione è emersa ieri durante l’incontro al ministero dello Sviluppo economico (Mise) tra il sottosegretario, Claudio De Vincenti, le principali banche interessate e il loro advisor finanziario Rotschild.
«NEL CORSO della riunione - riferisce una nota del dicastero - è stato assicurato che, alla luce dei risultati della riunione di mercoledì, il consiglio di amministrazione della Lucchini si riunirà per assumere le necessarie decisioni. Il sottosegretario De Vincenti - conclude la nota - ha ribadito la necessità che tali decisioni vengano prese in tempi strettissimi poichè - ha affermato - il protrarsi di una situazione di incertezza rende ancor più difficile il futuro dello stabilimento e dell’intero gruppo Lucchini.
LE BANCHE hanno convenuto con questa impostazione». Restano contrarie alla «soluzione» Klesch le organizzazioni sindacali. «Klesch non garantisce il futuro della Lucchini – ha commentato la notizia il segretario Uilm Vincenzo Renda – fin dal primo momento abbiamo ribadito la necessità che l’intera vicenda fosse gestita come garante, dal governo e soprattutto che il compratore del Gruppo fosse un imprenditore, che con un concreto piano industriale e con investimenti avrebbe potuto dare un futuro allo stabilimento. Klesch non è il futuro e a questa soluzione, che dovrebbe prevedere la chiusura dell’area a caldo, ci opporremmo».
CONTRARIO all’acquisto di Klesch è anche il sindaco di Piombino Gianni Anselmi che ha sempre chiesto di arrivare ad un commissariamento controllato da parte del governo. Commissariamento al quale l’advisor ha dichiarato di non essere d’accordo, soprattutto per la mancanza delle condizioni necessarie. «Prerndo ulteruiiormente atto dell’impegno del sottosegretario De Vincenti sulla vicenda Lucchini — afferma Anselmi — le nostre posizioni sono ampiamente note: è a questo punto indispensabile che qualunque proposta induistriale che riguardi Piombino si misuri con chi rappresenta la mano pubblica e non semplicemente con i creditori. Attendiamo la giornata di mercoledì e poi stabiliremo quali iniziative intraprendere alla luce delle determinazioni dell’azienda. Negli ultimi giorni l’interesse del gruppo Klesch – dopo l’indiscrezione da parte del mondo finanziario di un’offerta di 200 milioni euro – sembrava essere svanito, soprattutto al termine del periodo di riservatezza».
m. p.
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