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La Nazione Piombino - «E' stata una manifestazione imponente Ora serve una vera risposta da Roma»

 

PIOMBINO I COMMENTI DEI SINDACATI CHE ASPETTANO IL «PIANO KLESCH»

— PIOMBINO —
«E’ STATA LA PIÙ grande manifestazione che abbia mai visto a Piombino». Lo ha dichiarato il segretario Uilm Vincenzo Renda ricordando la manifestazione di lunedì, per le vie della città, con le fiaccole in mano, hanno infatti partecipato in diecimila, per dire no alla “chiusura di Piombino”, no alla chiusura delle sue fabbriche. Un evento di grande impatto, una città, un territorio, insieme al comprensorio, ai comuni limitrofi, che si è fermato per salvaguardare il lavoro. E adesso occhi puntati al 24 novembre, ultimo giorno di “riservatezza” del piano Klesch. “A quel punto ci aspettiamo che lunedì 26 arrivi la convocazione del Ministero. Vogliamo sapere i dettagli del progetto del fondo svizzeto – ha continuano Renda – rimanendo contrari a quello che fino ad oggi è emerso. Per me se chiude l’area a caldo chiude lo stabilimento e quindi continueremo a batterci contro quel piano”. Le organizzazioni sindacali, attendono una nuova chiamata dal sottosegretario De Vincenti. Il 3 dicembre è intanto già in programma il tavolo regionale per la questione Lucchini.
SULLA NECESSITà di un intervento del governo – ribadito da ogni partito politico – concorda anche Monica Sgherri – capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi. “Piombino non deve chiudere. Uno slogan e un impegno che tutti dobbiamo assumere come prioritario, a tutela del futuro del comparto dell’acciaio toscano; un impegno che deve venire in primis dal Governo nazionale, con l’apertura di un tavolo nazionale sulla siderurgia. Si tratta infatti di un settore strategico per il paese, indispensabile per il futuro produttivo e occupazionale e all’interno di questo comparto l’area di Piombino ha un valore imprescindibile: se chiudessero le acciaierie non sarebbe un colpo durissimo solo per l’area e per la Toscana, ma per tutto il settore industriale del nostro paese e i suoi effetti porterebbero con ogni probabilità alla perdita dell’intero settore a livello nazionale”.
SOLIDARIETà e vicinanza ai lavoratori della Lucchini e alle loro famiglie è poi giunta da Lorenzo Zirri segretario regionale dell’Udc: «Faremo tutto il possibile per scongiurare la chiusura delle acciaierie che avrebbero ripercussioni drammatiche sulla città, sul territorio e sulle attività legate all’indotto. Cinquemila posti di lavoro a rischio devono essere trattati con urgenza, serietà e senso di responsabilità da parte del Governo nazionale, della Regione e di tutti i livelli istituzionali, per giungere al più presto a sbloccare questa situazione che giustamente ha messo in allarme un’intera comunità. L’impegno dovrà essere costante e senza mai abbassare la guardia. In ballo c’è la tutela di un settore strategico che, per anni, è stato il fiore all’occhiello e uno dei motori dell’economia italiana».
m. p.


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