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Il Tirreno Piombino - «Ciclo integrale necessario per produrre in qualità »

 

la Uilm Nazionale
 
Per il sindacato primo obiettivo mantenere l’occupazione Sel: l’ipotesi di Klesch avrebbe ripercussioni drammatiche per i lavoratori e per l’intero territorio
 
PIOMBINO «Lo stabilimento di Piombino non deve essere spacchettato, ma rimanere a ciclo integrale per garantire gli attuali livelli occupazionali e produrre acciaio di qualità». È questa l’opinione delle Uilm nazionale, che si dice preoccupata per la delicata situazione della Lucchini. «Dopo pochi giorni dall’incontro del 18 ottobre al ministero, in cui il Cda aveva sostenuto che non c’era nessun interesse da parte di gruppi industriali o finanziari – ricorda la Uilm – stranamente l’advisor di Lucchini ha diffuso un comunicato in cui annunciava l’interesse da parte del Fondo Svizzero “Klesch”». «Lo scetticismo con cui è stata accolta questa notizia, è stato confermato nell’incontro nella sede della Rotschild di Milano. È emerso con chiarezza che si tratta solo di un primo contatto e che, dalle poche informazioni fornite, è evidente che klesch non ha il progetto industriale auspicato, poiché ipotizza la conversione dell’attuale ciclo a forno elettrico. LaUilm nazionale ritiene dunque necessario un impegno forte del governo e delle istituzioni «consapevoli che il momento che sta attraversando la siderurgia italiana è molto difficile e complicato, ma sicuri che insieme si possa riuscire a trovare quelle soluzioni che ci potranno permettere di mantenere sia i livelli produttivi ma, ancora più importante i livelli occupazionali». Per la Uilm è necessario che il prossimo incontro al ministero sia supportato da una forte mobilitazione di tutto il Gruppo a Roma. «Dobbiamo far sentire che è importante la salvaguardia dei posti di lavoro e di tutto l’assetto industriale Lucchini, lasciando ad altri facili protagonismi che non ci appartengono né per storia né per cultura». Sulle posizioni assunte dal Cda Lucchini interviene anche Sel, secondo la quale la vertenza «ha preso un percorso ancora più incerto e denso di effetti drammatici per i lavoratori». La scelta del Cda Lucchini di bocciare l’ipotesi del commissariamento, secondo Sel «è un atto dettato dagli interessi delle banche creditrici ma va contro l’interesse dei lavoratori, del territorio e del Paese. L’ipotesi della vendita della Lucchini a Klesch, con la chiusura dell’area a caldo, lo smembramento dello stabilimento, la perdita di centinaia e centinaia di posti di lavoro avrebbe un impatto drammatico sul territorio». Per questo Sel ritiene che il tavolo del confronto sia quello al ministero.«La presenza di Nichi Vendola domenica prossima a Piombino, che incontrerà sindacati e il sindaco Anselmi – conclude Sel – vuole essere un contributo a ridare centralità al lavoro e a porre con forza la necessità di una seria politica industriale nel nostro paese».


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