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La Nazione Livorno - «Dobbiamo dilazionare il credito, non c'è alternativa»
I CONTI IN AAMPS PALAZZO GRANDUCALE CEDE ALLE RICHIESTE DI ROSI CHE METTE IN SCENA LO STESSO COPIONE FATTO CON LE BANCHE
«CHE ALTERNATIVE avete?». E’ con questa domanda che l’amministratore unico di Aamps Angelo Rosi ha risposto ieri ai consiglieri provinciali che chiedevano chiarimenti sulla dilazione dei crediti che dovranno fare all’azienda. Si parla di 852mila euro — che deriva dall’aliquota Tia di competenza provinciale — che l’azienda deve dare — ma vuole farlo a rate — a Palazzo Granducale. Alla domanda dell’amministratore unico — fatta per smontare le resistenze delle opposizioni — ci sono solo due risposte che sono state ben argomentate — alla difficile commissione di ieri gestita però con piglio da Giuseppe Coluccia del Pd — dalla consigliera del Pd Kety Pini: «O si accetta la rateizzazione dei crediti — dice l’amministratrice avvocato — oppure si agisce con un decreto ingiuntivo, segue la precettazione con i tempi che tutti conosciamo, con i costi che dovranno comunque essere anticipati dalla Provincia. Il risultato sarà un concordato. Non mi sembra una strada da percorrere. Meglio invece cercare un punto di incontro, anche perché le garanzie non ci sono nemmeno nei concordati». Ovviamente il Pdl — ma anche l’Idv — darà battaglia in consiglio provinciale «Questo trattamento speciale per Aamps — hanno tuonato in coro i consiglieri Massimo Malanima, Benito Gragnoli, Costanza Vaccaro e Roberta Naldini — dovrà essere esteso a tutte quelle aziende, anche private, che hanno difficoltà di pagamento. Modificando il regolamento, si apre un precedente».
MA L’ASSESSORE al bilancio Laura Marconcini ha ricordato che «non ci sono aziende private che abbiano fatto simili richieste e comunque i crediti che abbiamo, nei confronti di certi fornitori di servizi sono di piccola entità». La vicenda si concluderà venerdì prossimo in consiglio provinciale, dopo che era stata rimandata in seguito alla richiesta di chiarimenti fatta dal Pdl e soprattutto dal consigliere Alessandro Corsinovi. Il ragionier Rosi — sicuro di incassare l’ok dalla Provincia, secondo il copione già collaudato con le banche e le aziende creditrici — ha annunciato che a breve ci sarà una riorganizzazione dell’azienda del pubblico servizio. «Non sacrificheremo posti di lavoro» assicura ma non va oltre in attesa dell’assemblea di domani con la proprietà. La mannaia arriverà con l’ingresso del privato nella NewCo: «Di questo ho timore — dice Rosi — perché allora si presenterà uno come me che parlerà di riorganizzazione e ottimizzazione dei servizi». E saranno guai per i 270 dipendenti dell’azienda. Nei prossimi giorni attesi gli advisor che faranno le prime verifiche. Guai in vista...
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