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La Nazione Piombino - Indal, la prima società che paga i dividendi «in natura»

 

L’IDEA DEGLI AMMINISTRATORI DELL’AZIENDA DI SUVERETO: AZIONI PRIVILEGIATE, PROSCIUTTI E FORMAGGI COME UTILI

SUVERETO
SI POTREBBE parlare di governance diffusa, responsabilità sociale delle imprese e finanza partecipata; ma più semplicemente quelli di «Indal 2000» puntano sulla concretezza per combattere la crisi. E così hanno pensato di emettere azioni privilegiate con rendimento garantito non in denaro, ma in natura, vale a dire in prodotti alimentari. Del resto il «core business», cioè l’attività principale di «Indal 2000», 18 milioni di euro di fatturato e 63 dipendenti diretti, è la distribuzione di prodotti alimentari per ristoranti, bar, esercizi commerciali e attività turistiche. Un portafoglio di 2500 clienti nella fascia costiera di Livorno e Grosseto. Da una ventina di giorni la società ha assunto la denominazione di Spa e invece di rivolgersi solo alle banche, ha deciso di aprire al territorio attraverso un azioni ordinarie e privilegiate. Le azioni privilegiate, taglio minimo 5mila euro, sono aperte a tutti, ma rivolte in particolare agli stakeholders (soggetti collegati come dipendenti, fornitori, clienti, imprese del territorio).
«IL CAPITALE è garantito» spiega il presidente Stefano Lazzeri insieme ai consiglieri di amministrazione Alessandro Pacchini e Fabio Serini e per ogni quota verrà erogato a fine anno una cedola del 4% netto in prodotti alimentari. In pratica chi sottoscrive le azioni potrà ritirare direttamente alla Indal 2000 vini, prosciutti, formaggi e altri prodotti in valore pari alla cedola. Dopo 3 anni, oltre al 4%, si potrà avere anche un dividendo in base agli utili dell’azienda. Indal 2000 come tutte le imprese, deve fare i conti con la crisi, anche nel settore alimentare c’è stato un calo dei consumi, alcuni clienti pagano in ritardo, nonostante questo l’azienda ha chiuso il 2011 in attivo ed ha rilevato anche una società concorrente in difficoltà. «Il problema non è solo finanziario — spiega Fabio Serini — questa crisi ci impone di rivedere l’organizzazione delle imprese, una società capace di coinvolgere di più dipendenti, clienti e fornitori ha più chanches di superare le difficoltà, bisogna unire le forze e lavorare in squadra». I dettagli dell’iniziativa saranno illustrati in un convegno con esperti del settore e rappresentanti delle istituzioni sabato alle 9.30 al villaggio Riva degli Etruschi di San Vincenzo.
Luca Filippi


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