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La Nazione Livorno - lunedì - Toremar deve pagare l'uso del pontile
Il presidente di Porto 2000, Roberto Piccini, ha inviato la richiesta alla compagnia di navigazione
di ANTONIO FULVI
L’ANNUNCIO l’aveva dato ieri, dalle nostre colonne, il presidente della Porto 2000 Roberto Piccini: «Non si capisce perché la Toremar, oggi compagnia privata, non debba pagare i servizi forniti in banchina come fanno tutte le altre compagnie private, compresa la Moby che appartiene allo stesso gruppo». Puntuale, oltre alla richiesta di pagare- con arretrati dallo scorso aprile- un “quid” per l’uso in esclusiva del pontile Elba nel porto mediceo (“quid” che la compagnia ha subito riversato sul costo del biglietto, con un aumento di 1,7 euro a passeggero e proporzionalmente di circa 3 per ogni auto) la Porto 2000 sta inviando anche la richiesta di 300 euro a giorno per la sosta sempre sul pontile Elba (che quindi la Toremar utilizza su entrambe le banchine) di un traghetto da tempo fermo ai lavori.
ROBERTO Piccini precisa: «Se non facessimo pagare i servizi portuali a Toremar, le altre compagnie di traghetti potrebbero farci causa e chiedere anch’esse l’esenzione. E’ un problema di equità». Ma la Toremar non svolge un servizio sociale importante con Capraia e Gorgona ?
«Vero: e proprio per questo - risponde Piccini - la stiamo favorendo con costi assai più bassi di quelli che pagano le altre compagnie. Senza dimenticare che per il servizio sociale della continuità territoriale la compagnia, per quanto privata, oggi riceve una cospicua sovvenzione pubblica».
SECONDO Piccini, le è stata data anche una scelta: quella di pagare i servizi portuali, che le altre compagnie di traghetti pagano da sempre, con un forfait mensile ( o annuale): oppure di pagare con un quid a passeggero, il che favorisce indubbiamente la compagnia perché nelle corse invernali su Capraia e Gorgona spesso la nave viaggia quasi vuota, e pertanto la quota di spettanza alla Porto 2000 è poco più che simbolica, mentre i servizi sono mantenuti inalterati. «Non sta scritto da nessuna parte però- chiosa Piccini- che questo pur modesto costo dei nostri servizi debba essere riversato pari pari sul biglietto, considerando che la compagnia è sovvenzionata». In altre parole: secondo la Porto 2000 il biglietto non avrebbe dovuto essere aumentato, proprio perché la sovvenzione pubblica è legata al mantenimento del costo basso dei biglietti. E così è stato per tutto il 2012 malgrado i forti aumenti del costo della nafta che hanno gravato non poco sui bilanci. Sulle richieste di aumentare il costo dei biglietti del “fuel surcharge” la Regione Toscana è stata drastica nel ribadire il suo no. Mentre ha lasciato mano libera a Tormar nel nuovo aumento legato alle richieste della Porto 2000. Un cambio di strategia da parte di Firenze o una qualche differenza tra i costi di gestione diretta della Toremar (nafta in primo luogo) e i costi indiretti come quelli dei servizi alla Porto 2000 ? Firenze per ora tace. Ma certo dovrà spiegare.
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