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La Nazione Piombino - domenica - «Non ci stiamo, giù le mani dall'altoforno»

 

PIOMBINO LUCCHINI: SINDACATI E LAVORATORI CONTRARI ALL’IPOTESI DI RIDUZIONE DEL CICLO INTEGRALE
Il progetto Klesch non piace ai lavoratori che temono tagli. Una nuova manifestazione


— PIOMBINO —
UNA NUOVA manifestazione che coinvolga tutta la Val di Cornia. Questa una delle iniziative scaturite dal consiglio di fabbrica Lucchini riunito ieri mattina in seduta straordinaria e aperta ai lavoratori. Durante la discussione la maggior parte delle persone intervenute ha commentato il comunicato stampa dal Consiglio di fabbrica, in cui si afferma che entro la fine di novembre Klesch formalizzerà la sua offerta d’acquisto.
LUCIANO GABRIELLI di Fiom, Fausto Fagioli di Fim e Vincenzo Renda di Uilm insieme ai rappresentanti delle Rsu hanno ribadito che dal 2009, anno in cui a Severstal di fatto abbandonava il gruppo Lucchini, «non solo non è stato trovata una soluzione al problema con l’individuazione di un nuovo acquirente, ma si riscontra il continuo peggioramento della situazione».
«DALLE POCHE notizie apprese dall’incontro alla Rothschild di Milano — affermano i sindacati — è emerso un interessamento da parte del fondo Klesch, sul quale si ipotizza un progetto che noi non condividiamo, perché siamo sempre più convinti che questo stabilimento, senza l’attuale ciclo con la sua integrità, non sia in grado di garantire il lavoro e l’attuale occupazione. La lunga storia infatti conferma che, in presenza di mercato, l’attuale ciclo produttivo ha prodotto ricchezza. Da parte nostra abbiamo il diritto e il dovere di fare tutto il possibile per evitare scelte che, a nostro giudizio, potrebbero essere più un’avventura che una prospettiva di sviluppo».
«SIAMO CONVINTI — aggiungono — che il Governo debba aprire un tavolo sulla siderurgia del Paese, anche attraverso l’attivazione di sinergie tra gli stabilimenti di Lucchini e Taranto, i due principali poli siderurgici a ciclo integrale in Italia. Abbiamo chiesto e continueremo a chiedere il sostegno di tutta la politica e del governo per evitare che vengano messe in discussione la storia ed il futuro di Piombino con il rischio di perdita di migliaia di posti di lavoro. Le segreterie provinciali ,tra le varie iniziative in programma, hanno comunicato che si attiveranno per organizzare una grande manifestazione comprensoriale, coinvolgendo tutti i comuni limitrofi».


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