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La Nazione Rosignano - Esuberi Solvay, resta l'incertezza
ROSIGNANO INCONTRO AZIENDA-SINDACATI PER AFFRONTARE IL PROBLEMA DEL CALO DEL MERCATO
Si teme un taglio di circa il 10%. Per ora si parla di non reintegro dei pensionati
— ROSIGNANO —
«NON sono emersi elementi nuovi, niente ancora di deciso. Ci hanno chiesto alcuni giorni per mettere a punto la strategia. La prospettiva non è quella di smantellare, ma di andare avanti. Bisogna vedere andare avanti come. C’è ancora un senso di attesa. Vediamo cosa verrà fuori». Cosa verrà fuori, come ci dice Marco Baldini, coordinatore Rsu, subito dopo l’incontro con i vertici Solvay di ieri pomeriggio che si è rivelato interlocutorio, lo sapremo nei prossimi giorni. C’è in ballo non solo la redistribuzione dei sei dipendenti della sodiera che sta marciando ai minimi storici.
MA CI SONO in gioco, secondo voci molto insistenti che vi abbiamo anticipato nei giorni scorsi, anche se ufficialmente non c’è niente, qualche decina di posti di lavoro, si parla orientativamente del 10% trasversale della forza attuale. Sempre, sembra, basandosi sul non reintegro dei pensionamenti, una politica che negli ultimi tre anni ha portato a meno ottanta dipendenti in via Piave. Ma il timore all’interno dello stabilimento è che un domani neanche troppo lontano, anche passando prima da una redistribuzione, si arrivi ai primi tagli della storia della multinazionale belga a Rosignano. Vedremo se così sarà. Intanto ieri nella seconda manche dell’incontro con le Rsu, che ha fatto seguito a quello di una settimana fa, Solvay ha preso tempo, mentre le Rsu aspettavano di conoscere le intenzioni dell’azienda, la proposta sulla riorganizzazione a cui vuole procedere. Il che significa non solo che c’è una terza manche la settimana prossima, non prima di mercoledì ci dice Baldini, ma che l’assemblea con i lavoratori della sodiera, un centinaio di addetti di cui una settantina di turnisti, è ancora rimandata a quando ci saranno notizie certe, decisione prese.
SODIERA, dicevamo, che marcia ai minimi storici, 1.100 tonnellate nella 24 ore, per un’emergenza idrica - culminata con il prosciugamento del bacino di Santa Luce, con il disastro ambientale dell’ecatombe di pesci - che in realtà ha dato il colpo di grazia a una domanda di mercato ridotta da inizio anno. Nella pre emergenza idrica la sodiera viaggiava a un ritmo di 1800- 2000 tonnellate, comunque al di sotto della soglia di guadagno di 2.400 tonnellate. Per ora resta l’incertezza, nei prossimi gioni ne sapremo di più.
Cinzia Gorla
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