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Il Tirreno Elba - Alluvione, prima la rabbia poi si apre uno spiraglio

 

Il governo risponde in modo fumoso alle interpellanze di Velo (Pd) e Bosi (Udc) Ma in serata il Ministero promette lo sblocco dei risarcimenti in un mese  
  
MARINA DI CAMPO Prima una delusione cocente, poi uno spiraglio aperto, con una telefonata arrivata in serata, dopo l’ennesima, fumosa, risposta alla Camera. I cittadini campesi, danneggiati dall’alluvione dello scorso novembre, si aspettavano dal Governo una risposta chiara sui risarcimenti promessi dal Governo e, dopo dieci mesi di attesa, mai arrivati. Tre milioni previsti con l’ordinanza di protezione civile dello scorso marzo e ancora fermi da qualche parte. E invece, ancora una volta, il Governo si è dimostrato fumoso. E di fronte alla legittime aspettative dei campesi, che ad oggi non hanno visto ancora un centesimo per la case, le auto e i negozi danneggiati, si è messa nuovamente davanti la burocrazia. Questo è in sintesi quanto accaduto ieri mattina durante la seduta alla Camera dei Deputati. Era il giorno delle risposte attese del Governo alle interpellanze, conformi nel contenuto, da parte dei deputati Silvia Velo (Pd) e Francesco Bosi (Udc). Che fine hanno fatto i tre milioni promessi ai cittadini campesi danneggiati dalla alluvione? Ma alla domanda precisa dei deputati locali, il sottosegretario del Ministero dell’economia non ha dato risposte precise. Tanto da suscitare la delusione di Velo e di Bosi, che hanno replicato al sottosegretario in modo chiaro: «Non è quello – ha detto l’onorevole Bosi – che la gente elbana si aspettava». Stessa opinione di Silvia Velo: «Ancora una volta il Governo non è in grado di fare chiarezza sulle motivazioni dei mancati risarcimenti alla popolazione di Marina di Campo». Il Ministero si è limitato a ribadire la previsione del contributo di 3 milioni per gli indennizzi privati. «La risposta del ministero dell'Economia – aggiungono Velo e Bosi – è burocratica e non lascia comprendere per quali ragioni i fondi che sono stati stanziati dalla presidenza del consiglio non siano mai arrivati sul territorio lasciando così le popolazioni da sole davanti agli ingenti danni dell'alluvione». Ma forse la pressione dei deputati qualche risultato l’ha maturato, sebbene con un pizzico di ritardo. Nel tardo pomeriggio di ieri si è verificato un nuovo contatto telefonico tra il Ministero e l’onorevole Velo. Una telefonata che ha aperto uno spiraglio. «Qualcosa si è mosso – annuncia Silvia Velo – mi è stato confermato che il decreto per lo stanziamento del finanziamento da tre milioni è stato depositato in presidenza del consiglio e attende di essere firmato dal sottosegretario. Si tratterebbe di attendere i tempi tecnici (20-30 giorni), affinché le risorse siano liberate». Occorrerà attendere ancora per capire se i fondi, poca cosa rispetto ai danni riportati dai campesi, saranno davvero liberati o se quella di Campo continuerà ad essere l’alluvione dimenticata dal Governo.


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