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Il Tirreno Livorno - Occupazione choc 7.600 in cassa integrazione

 

I dati della Cgil: «Il settore edile è quello che ha subito il colpo più forte Anche nella scuola, dal 2009, si sono persi oltre 400 posti di lavoro»
 
gli effetti della crisi»il dramma del lavoro
 
di Valeria Cappelletti LIVORNO «Il settore dell'industria nella provincia di Livorno è in forte crisi. Tante imprese hanno messo i propri dipendenti in cassa integrazione e sappiamo bene che, in molti casi, essa rappresenta l'anticamera del licenziamento». Sono le parole di Maurizio Strazzullo, segretario provinciale della Cgil, intervenuto nel corso di una conferenza stampa insieme a Simonetta Bagnoli e Gigi Mastelloni della segreteria Cgil. I dati presentati dalla Confederazione si riferiscono ai settori edile, del commercio, della chimica, dei trasporti e dell'industria. Il settore dell'industria riguarda, tra gli altri, la siderurgia, la componentistica auto, l'impiantistica e l'elettronica. Quello del commercio, l'ambito delle pulizie, dei servizi, delle mense. Il settore dei trasporti riguarda il porto, il trasporto merci, le spedizioni. A livello provinciale, i dati indicano che, da gennaio ad agosto 2012, su 9571 dipendenti, circa 7616, dunque più della metà dei lavoratori, sono stati messi in cassa integrazione, in mobilità e non solo. Nello specifico 4293 lavoratori si trovano in cassa integrazione ordinaria, 255 in cassa integrazione speciale, 677 in cassa integrazione in deroga, 485 in mobilità, 528 sono stati i licenziamenti collettivi e 701 contratti di solidarietà. Mentre circa 2mila sono a oggi disoccupati. Il settore edile è quello che ha subito il colpo più forte, su 2754 lavoratori, su tutto il territorio provinciale, ben 2100 sono stati messi in cassa integrazione. «La cassa integrazione ordinaria nella provincia di Livorno è aumentata rispetto al 2011 del 35 per cento - dice Bagnoli - mentre abbiamo assistito a una diminuzione di quella straordinaria, resta uguale invece quella in deroga. A livello regionale invece - prosegue - sono state effettuate quasi 14 milioni di ore di cassa integrazione in deroga, soprattutto nel settore del metalmeccanico, mentre è andata diminuendo in quello dei trasporti». I motivi principali della crisi, che hanno portato le aziende alla scelta di introdurre la cassa integrazione sono due: il calo dei volumi e il calo dei traffici. Mentre risultano poche le imprese che hanno dovuto chiudere a causa della crisi. «Anche il settore scolastico è stato investito da un duro colpo - continua Bagnoli - dal 2009 al 2012 abbiamo perso 424 lavoratori». Di questi, 158 sono docenti, 70 sono bidelli, tecnici e addetti al settore amministrativo e 196 sono lavoratori andati in pensione e che non verranno sostituiti. «Proprio per fare il punto sulla crisi al ritorno dalle vacanze estive - dice Strazzullo - abbiamo organizzato un'incontro con Susanna Camusso, segretario generale Cgil. L'obiettivo è quello di portare all'attenzione nazionale i problemi della nostra provincia. Discuteremo del settore industriale ma questo non vuol dire che sia l'unico che non vada, tutti i settori sono in crisi. Nella nostra provincia i settori a rischio sono quello della siderurgia che rischia di essere un vero tsunami per tutta la Val di Cornia. Servono risposte brevi sul problema Lucchini e chiediamo al governo che si interessi direttamente per trovare una soluzione, dato che fino a ora abbiamo visto ben poco di concreto. Nel comparto auto, un altro caso problematico è quello della De Tomaso per cui abbiamo chiesto un incontro tra Regione, Provincia e Comuni». I rappresentanti della Cgil porteranno Camusso ed Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, a visitare il cantiere Azimut Benetti. «In un momento di crisi - dice Strazzullo - questo cantiere ha saputo rinnovarsi, non ha aperto la cassa integrazione e ha garantito il lavoro. Questo per far capire che a Livorno non va tutto male».


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