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Il Tirreno Livorno - Livorno capoluogo, consiglio unito
Voto unanime per il documento sulle Province. Cosimi: «Su questo non tratto»
LIVORNO Il Consiglio comunale ha votato ieri mattina, all’unanimità, un documento a sostegno di Livorno capoluogo di provincia. «Il consiglio – si legge nell’atto votato dai 35 consiglieri presenti, dopo un dibattito non senza sfumature – invita gli organi competenti a dare attuazione alle prescrizioni normative, in particolare per quanto riguarda l’individuazione dei nuovi capoluoghi di provincia». «Invita anche il governo – si legge ancora – a far sì che la riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio (in altre parole tutti gli uffici che dovranno essere rivisti, dalle prefetture alle questure, passando per i comandi dei vigili del fuoco, ndr) non sia improntata solo al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, ma diventi occasione per innalzare la qualità e l’accessibilità dei servizi». In consiglio non sono mancate le punzecchiature delle opposizioni sulla «politica fiorentina e romana che alla fine potrebbe passare sopra la testa di Livorno» e sulla votazione di un documento «che rischia di fare la fine di quello a sostegno di Piccini alla presidenza dell’Authority: carta straccia». Alla fine, comunque, è arrivato il sostegno unanime caldeggiato dal sindaco in apertura. Alessandro Cosimi ha ribadito prima della votazione che se c’è una legge dello Stato votata dal Parlamento che indica come capoluogo la città con il maggior numero di abitanti, il ruolo di Livorno non si discute. «I criteri della legge sono chiari – ripete Cosimi al consiglio – Il criterio della scelta del capoluogo non è nella disponibilità delle discussioni dei Cal (ovvero i Consigli per le autonomie locali, ndr), e non lo dico io, ma lo dice il ministro Patroni Griffi». Il sindaco ha respinto le insinuazioni di «accordi sottobanco» di cui gli avevano chiesto gli stessi consiglieri del Pd, come Giovanni Mancusi, nell’ultima riunione del gruppo in Comune. «Il sindaco di Livorno – ha garantito – non firmerà accordi diversi con nessuno. E se qualcuno dirà ancora che lo farei per motivi personali, gestirò la discussione su piani diversi». Tradotto: farò querela. La proposta del governatore Rossi sulle tre aree vaste è intelligente e ha un senso, ma anche difetti». E cita il percorso di area vasta tracciato per la sanità toscana. «Se il Cal – riprende – che entro il 2 ottobre dovrà consegnare la sua proposta di riorganizzazione delle province al consiglio regionale, dovesse insistere sull’idea delle tre aree vaste come unica possibile non accetterei». «Livorno – chiude rispondendo a distanza al sindaco di Pisa, Marco Filippeschi – ha la quota di Pil più alta di tutti, ha tante eccellenze, dall’Accademia navale ad aziende importanti. L’università, poi, è patrimonio di tutti e non è un criterio su cui si possa far valere la riorganizzazione delle Province». In sala squilla un telefono e Cosimi si lascia scappare la battuta: «Sarà Filippeschi...». (j.g.)
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