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Il Tirreno Livorno - domenica - Già ceduto il 50% della discarica

 

La metà delle quote di Bellabarba Ambiente è nelle mani di una fiduciaria
 
LIVORNO Sul tavolo delle trattative c’è finita la storica Bellabarba srl, nata con Gaetano e Luciano e andata avanti con i figli. Non la Bellabarba Ambiente, ovvero la società nata per occuparsi della discarica del monte La Poggia. Una sorta di costola creata ad hoc per gestire la partita del Limoncino con previsioni super redditizie: basti pensare che il piano economico presentato a suo tempo agli enti locali sfiora i 40 milioni di euro ed è chiaro che i Palazzi pubblici tremerebbero nel caso in cui la magistratura mettesse sul piatto di Bellabarba le condizioni per rivalersi su chi ha rilasciato le autorizzazioni. Ma solo oggi si viene a sapere che il 50 per cento della Bellabarba Ambiente - nei fatti il 50 per cento della discarica - non è più di Bellabarba. È stato ceduto alcuni mesi fa a una fiduciaria che fa capo al gruppo Cabel, che riunisce un pool di banche di credito cooperativo toscane. La comunicazione è arrivata per scritto agli uffici di Palazzo Granducale, sede della Provincia, ovvero l’ente che dopo avere acquisito una serie di pareri dagli enti indicati dalla legge – Comune, Arpat... – ha rilasciato a suo tempo l’Autorizzazione integrata ambientale. Per ora non è dato sapere chi ci sia dietro la fiduciaria, che ovviamente protegge la privacy dei clienti. Bellabarba si affretta a dire che «si tratta semplicemente delle banche che hanno finanziato il progetto» e che «eventuali imprenditori potrebbero subentrare solo nel caso in cui noi non riscattassimo le quote».


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