Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Il Tirreno Livorno - sabato - Provincia, il governo conferma Livorno

 

Nessuna deroga alla norma che assegna il capoluogo. Ma ora il nodo è la distribuzione degli uffici sul territorio
 
LA RIFORMA» LUNEDì PRIMO VERTICE TRA LE CITTà TOSCANE
 
LIVORNO Non si sa ancora con certezza quale sarà la nuova geografia toscana delle Province. Non si sa, ad esempio, se Arezzo farà ente e sé o se Pistoia e Prato resteranno vicino a Firenze, facendo schizzare Massa e Lucca nell’orbita di Livorno e Pisa. A dirla tutta è difficile anche immaginare che i territori riescano a ridisegnare i propri confini entro la fine dell’anno, come previsto. Ma una cosa è certa: in ogni caso Livorno sarà capoluogo. Lo dice l’articolo 17 del decreto sulla Spending Review («è capoluogo delle singole province il comune già capoluogo con maggior popolazione residente»), lo ha confermato due giorni fa il governo nell’incontro con i rappresentanti delle Regioni e dei Consigli delle autonomie locali: nessuna deroga, la norma sul capoluogo non si discute. «Da quello che si evince dalle relazioni tra Anci e ministero – conferma il sindaco di Livorno e presidente di Anci Toscana, Alessandro Cosimi – i criteri di legge non si vogliono modificare, altrimenti si aprirebbe uno scenario di eccezioni che non riuscirebbe a fermare più nessuno. Non c’è alcuna possibilità, insomma, di modificare il criterio sul capoluogo. Ma questo – sottolinea – non significa che c’è chi vince e chi perde: la cosa più importante, ora, è iniziare un ragionamento serio e concreto sulla redistribuzione delle funzioni sui territori». Perché al di là delle guerre di campanile sui capoluoghi, ci sarà da pensare a tutta quella rete di uffici e attività - come la chiama da Palazzo Granducale il presidente Giorgio Kutufà – che oggi è costruita su forma provinciale: Camere di commercio, uffici di Inps e Inail, Agenzia del demanio e del territorio, motorizzazione e Aci, uffici scolastici provinciali, uffici statali che garantiscono la sicurezza (dalla questura alla prefettura, dal comando dei carabinieri alla guardia di finanza, dai vigili del fuoco alla Croce Rossa). Tutte realtà che, ripete Kutufà, dovranno essere riorganizzate: «Per le questure, ad esempio, potrebbe restare un solo questore e ed essere mantenuta in ogni territorio una sorta di maxi commissariato; le camere di commercio dovrebbero avere un unico presidente e una sola giunta (con un registro unico per le imprese?) e così via». «All’elenco – riprende – vanno aggiunte le associazioni di categoria e gli ordini professionali. Stiamo parlando di una riorganizzazione enorme, che coinvolge gli utenti e moltissimi lavoratori. Nessuno è in grado di fare oggi un quadro certo su eventuali spostamenti e il futuro dei posti di lavoro. Di certo, a lungo andare, il vero risparmio non sarà nel mandare a casa i vari Kutufà, ma nella soppressione degli uffici sul territorio». Due giorni fa, prima che i presidenti delle Regioni fossero convocati a Roma dal ministro Filippo Patroni Griffi, il segretario regionale Andrea Manciulli ha chiamato a raccolta gli amministratori toscani del Pd. Non sono mancate scintille tra i sostenitori dell’assetto il più possibile provinciale e quelli delle tre aree vaste e del disegno tracciato dal governatore Enrico Rossi (con Pisa, Siena e Firenze a fare da punti di riferimento). Non sono mancate nuove scintille neppure tra Kutufà e Filippeschi, che avrebbe messo sul tavolo ritagli di giornale con le dichiarazioni rilasciate dal presidente in mezzo alla querelle del capoluogo tra Livorno e Pisa. Ma la partita più importante si aprirà davvero lunedì mattina quando, nella sede del consiglio regionale, si riunirà per la prima volta il Cal presieduto proprio da Filippeschi e formato da cinquanta tra sindaci e presidenti di Provincia toscani. In quella sede si discuterà la geografia toscana delle province: la legge vorrebbe insieme Livorno e Pisa (con Livorno capoluogo), Prato, Pistoia, Massa e Lucca (Prato), Siena, Arezzo, Grosseto (Arezzo capoluogo sempre che non superi ufficialmente i 350mila abitanti e possa fare ente a sé), Firenze area metropolitana. L’area centrale potrebbe inglobare Prato e Pistoia solo se Firenze decidesse di “fare da provicia”, avvicinando in quel modo Lucca e Massa a Livorno, che in ogni caso resterebbe “leader” della nuova area. Non solo una formalità o un tema da sfottò, per la verità, perché per la città capoluogo ci saranno anche più consiglieri. «Rivendichiamo il capoluogo – chiude Cosimi – ma lavoriamo per mettere in piedi questa riforma che, lo ricordo, è stata votata in modo convinto anche dal Pd. La riforma – chiosa – è ineludibile, a dirlo c’è la lettera della Bce a Berlusconi. Il Pd, poi, ha chiaramente indicato con un documento della segreteria nazionale che le Province devono diventare enti di secondo livello ed essere ridotte di circa la metà. Per quanto mi riguarda – chiude lanciando forse una frecciata a qualche collega – ho lavorato sempre su questa strada, senza mai alzare i toni». Juna Goti 


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Lavoro Previdenza

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP