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Il Tirreno Livorno - sabato - Il sindaco Filippeschi «I criteri sono sbagliati»
LA REAZIONE DI PISA
Il primo cittadino: «La nostra non è una battaglia campanilistica Prima di interloquire con le nostre città vicine dobbiamo far valere con forza le nostre ragioni»
LIVORNO «Livorno capoluogo? Non darei ancora niente per scontato», afferma il sindaco di Pisa Marco Filippeschi quando prospettiamo che il governo non ha intenzione di fare marcia indietro sui criteri che daranno vita alle nuove Province. «Se una legge si basa su criteri che ritengo insufficienti e sbagliati, ho tutto il diritto di dirlo nelle sedi istituzionali», continua ancora il sindaco il quale su questo tema non vuole chiudere assolutamente il sipario. Filippeschi sottolinea che proprio ieri si è svolto il direttivo dell’Anci (l’associazione che raggruppa i Comuni) in cui «il governatore della Regione, Enrico Rossi, ha ribadito la fondatezza della divisione della Toscana in tre aree vaste. Questa è la scelta giusta». Inoltre, il primo cittadino pisano ha avuto il mandato - all’unanimità - dal consiglio comunale per cui si adoperi per difendere la storia e il ruolo di Pisa che è centrale nella Toscana. «Io non sono l’unico sindaco in Italia che pone certi interrogativi, ci sono altre situazioni e la stessa Siena è nella nostra stessa condizione - continua Marco Filippeschi -. Quella di Pisa non è una battaglia campanilistica, non è questo il senso e ribadisco che ritengo i criteri che hanno portato alla formazione delle nuove Province sbagliati. E non mi si può dire di non discuterne in quanto i cittadini hanno diritto ad avere risposte. Una posizione, la mia, che è anche quella dei nostri parlamentari pisani». Il sindaco di Pisa è anche coordinatore nazionale dei Cal, il consiglio delle autonomie locali. E in questo ruolo, Filippeschi ha incontrato il ministro Filippo Patroni Griffi. «Da parte del ministro non c’è stata grande apertura nonostante ci siano tanti casi aperti in diverse regioni, non solo in Toscana. Se resta la linea di fermezza del governo - spiega il sindaco - in Toscana ci saranno soltanto tre Province più l’area metropolitana di Firenze. La legge prevede possibili accordi fra amministratori, ma prima di interloquire con le nostre città vicine, dobbiamo fare valere con forza le nostre ragioni». Al sindaco, domandiamo se invece di focalizzare la battaglia sul capoluogo non sia il caso di puntare sulla distribuzione delle funzioni del nuovo ente. «Quella è un’altra partita - è la risposta di Filippeschi -. Ora si sta decidendo sui capoluoghi, siamo sempre in questa fase: io propongo un criterio diverso per individuare i capoluoghi e sono a favore delle tre aree vaste. A questo seguirà il decentramento dei vari organi dello Stato». Sulla questione è intervenuto anche il coordinamento provinciale del Pdl di Pisa che esprime la sua contrarietà al decreto varato dal governo Monti . Giovanni Parlato
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