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Il Tirreno Livorno - sabato - «La raffineria porterà investimenti e lavoro»

 

Reazioni contrastanti sul nuovo progetto alla vigilia del via libera La Cisl favorevole, Sel perplessa. Il sindaco di Colle : «Non fate forzature»  
 
 
LIVORNO «Come è ormai nostra pessima consuetudine autolesionista, appena capitano opportunità che portano investimenti e nuova occupazione, in una situazione sociale che vede il nostro territorio ai vertici per la disoccupazione giovanile, cominciano i se e i ma, le critiche, i dubbi». Alza la voce il segretario della Cisl livornese, Giovanni Pardini, che entra a gamba tesa nel dibattito che si è scatenato intorno al progetto presentato all’Autorità portuale dalla società Masol. La società ha chiesto in concessione la sponda est della Darsena Toscana per realizzare prima un impianto per la produzione del biodiesel, poi una raffineria a olio vegetale. Ha detto di essere pronta a investire 50 milioni di euro e a dare lavoro a più di 200 persone già nella prima fase. A questo progetto si è affiancato quello di un pool di società per la carpenteria industriale. Ma sulle banchine (e anche nel Pd) è scoppiata la polemica perché quel fazzoletto di porto è stato destinato alle rinfuse che oggi fanno a cazzotti con le navi da crociera. «Quello che sta accadendo in merito ai progetti per l’area improduttiva ex Seal – riprende Pardini – è l'esempio di come da una parte si confermano i nostri limiti nel voler "guardare oltre" e dall'altra sia giunto il momento di assumersi ognuno le proprie responsabilità. La Cisl ritiene indispensabile che coloro che vogliono investire qui possano interloquire con le istituzioni, Authority e Comune, che sapranno dare risposte competenti ed essere imparziali guardando agli interessi generali e occupazionali». Se la Cisl invita chi enti a fare tesoro dei due progetti, Marco Mazzi e Andrea Ghilarducci (Sel) si dicono «perplessi». «Vorremmo capire – scrivono – le ragioni che porterebbero il gruppo indonesiano a effettuare l'investimento proprio in una fase in cui la filiera di trasformazione dei materiali in prodotto energetico tende a ridursi. Così come vorremmo capire quale prodotto e con quali provenienze verrà lavorato». «Siamo sicuri – chiudono – che utilizzare, immobilizzandole, aree portuali e periportuali così importanti rappresenti una soluzione coerente rispetto al disegno di riprogettazione del porto che ci è stato presentato? Capiamo la situazione di crisi, e il fatto che oltre cento posti di lavoro (tutti da verificare) rappresentino una opportunità allettante, ma la logica del "parte un treno" ogni giorno non va». Intanto da Collesalvetti il sindaco Lorenzo Bacci chiarisce che «è del tutto arbitrario ritenere che ci sia un sostanziale via libera alla realizzazione dell’impianto a Guasticce da parte del Comune». L'amministrazione «nella sua interezza non è informata» e quindi «non può esprimere alcun parere». La nota arriva dopo che il leader Pd, Yari De Filicaia, ha ipotizzato che la raffineria possa essere realizzata sì, ma al Vespucci. Bacci ricorda di aver sottolineato «in sede politica» che «anche questa vicenda non fa che rimarcare la necessità di un coinvolgimento ancora più diretto dell'amministrazione colligiana nelle sedi decisionali come l'Authority, anche alla luce delle potenzialità nuove che l'ampliamento delle funzioni all'Interporto può apportare». Dunque, se ne può discutere, ma «dare per scontata la possibilità di realizzare l'impianto a Guasticce risulta una forzatura che dovrà essere ricondotta in una logica più razionale di gestione delle (poche) opportunità produttive che si presentano all'orizzonte».(j.g. - m.z.)


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