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Il Tirreno Livorno - sabato - Aamps, è scontro sul tempo tuta
Da ottobre i dipendenti dovranno fare la doccia fuori dall’orario di lavoro
LIVORNO Nuovo scontro tra i sindacati e l’amministratore unico di Aamps, Angelo Rosi. Questa volta al centro della polemica finita sui marciapiedi dell’azienda c’è il “tempo tuta”, ovvero quella mezzora che i dipendenti dell’azienda hanno a disposizione per fare la doccia e cambiarsi (10 minuti a inizio turno, il resto alla fine). Dal primo giorno di ottobre, come comunicato dall’amministratore unico, il “tempo tuta” non sarà più considerato parte dell’orario di lavoro: in altre parole i dipendenti (in questo caso una novantina tra autisti e addetti all’inceneritore) continueranno a percepire lo stesso stipendio, ma dovranno lavorare mezzora in più. I delegati territoriali Valente, Machì e Venturini (Cgil, Cisl e Uil) gridano alla «decisione unilaterale» e in polemica con Rosi denunciano che due giorni fa un gruppo di lavoratori «non ha potuto usare i locali dell'azienda solitamente utilizzati dalle rappresentanze sindacali» per discutere del tema ed «è stato costretto a portare avanti l’incontro sui marciapiedi antistanti l'ingresso». Da Aamps gettano acqua sul fuoco controbattendo che «i lavoratori sono stati solo invitati a posticipare l’incontro e a rispettare le regole comunicando 24 ore prima l’utilizzo delle sale, come previsto». «Le motivazioni per il diniego – scrivono dall’altra parte i tre sindacalisti – sono state pretestuose e formali e smascherano il vero obiettivo dell'amministratore unico, cioè quello di azzerare il ruolo del sindacato in Aamps». Resta il fatto che il “tempo tuta” sarà fuori dall’orario di lavoro. Dall’azienda sottolineano che è questo che prevede il Contratto nazionale e che la misura consentirà di aumentare la produttività, come se al lavoro ci fossero circa 6 unità in più. Carmine Valente fa però notare che «ci sono svariate sentenze della Cassazione che aprono a scenari diversi» e quindi «valuteremo se aprire una vertenza». I delegati territoriali hanno inviato una lettera al sindaco, al vicesindaco e ai capigruppo del consiglio comunale. Nella nota criticano la politica aziendale e denunciano «atteggiamenti arroganti che stanno minando alla base il tessuto di relazioni sindacali e anche il tessuto di rapporti interpersonali tra lavoratori e lavoratori». Tutto mentre dall’azienda trapela che i vertici avrebbero trovate risorse interne per tagliare del 50 per cento, anziché azzerare, il premio di produttività dei dipendenti. Ma neppure questa notizia sembra aver messo d’accordo tutti. (j.g.)
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