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La Nazione Livorno - sabato - L'azienda Bellabarba è in vendita

 

Le banche minacciano il fallimento
Già ceduta la Biagi-Pierino. L’interesse di Cagliata e Bottoni

—LIVORNO—
SCONGIURARE lo spettro del concordato fallimentare con le banche sperando che la trattativa per la vendita dell’azienda vada in porto. E’ lo scenario in cui si trova la società Bellabarba; un’azienda storica che, da 40 anni dava lavoro a quasi 90 operai nel settore delle costruzioni e delle opere di urbanizzazione, e che ora è accerchiata dai creditori. La mela marcia entrata nel cesto delle mele buone è stata la discarica del Limoncino.
Un progetto finito nelle mani della magistratura che ha messo i sigilli all’impianto pochi giorni prima che entrasse in funzione, con un ricco portafoglio clienti già pronto a conferire i rifiuti sul Monte La Poggia. E i tempi della magistratura—un po’ come quelli della politica—non sono gli stessi né delle banche né delle imprese. Ecco che il ceto creditorio ha chiesto all’azienda di rientrare per quasi 6 milioni di euro, tanto sarebbe costata l’operazione Limoncino. E le autorizzazioni avute dall’amministrazione comunale e provinciale al momento della presentazione del progetto-discarica che hanno aperto a Bellabarba i forzieri delle banche ora sono solo carta straccia.
Potranno valere forse in futuro quando e se la magistratura dovesse verificare che su Monte La Poggia è tutto in regola per procedere con il trasporto dei rifiuti. Ecco che i due cugini Bellabarba —Federico e Paolo—che hanno ereditato un’azienda fiorente dai loro padri Gaetano e Luciano — stanno percorrendo anche altre strade, come quella della vendita dell’azienda ad imprenditori del ramo. C’è una trattativa aperta e, si dice, gli interessati sarebbero Bottoni e Cagliata, i due colossi dell’edilizia locale che, vista la situazione di difficoltà in cui versa l’azienda, cercano di spuntare il prezzo migliore.
TRA L’ALTRO, sembra che agli imprenditori livornesi non interessi l’acquisto della Bellabarba Ambiente, l’azienda— dai pronostici aurei — che si sarebbe dovuta occupare della discarica del Limoncino e che invece al momento è solo una scatola vuota. I cugini Bellabarba hanno già venduto la Biagi Pierino, una realtà sanissima sotto il profilo finanziario, che è stata ceduta per incassare contanti utili a soddisfare qualche creditore. Al futuro della Bellabarba è appeso il destino dei suoi 90 dipendenti che —nel caso non andasse in porto la vendita—si ritroveranno a casa e senza prospettive. Una situazione drammatica nella quale le amministrazioni locali hanno giocato un ruolo determinante.
Michela Berti


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