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La Nazione Piombino - Il Sindaco Anselmi sul difficilissimo momento della Lucchini

 

«Non siamo né la Cina né il Brasile. Occorrono strategie tutte nuove»


— PIOMBINO —
«PER SUPERARE la difficile situazione della Lucchini occorrono nuove strategie a breve e lungo termine». Il sindaco Gianni Anselmi è intervenuto all’incontro pubblico nel cuore della città in piazza Cappelletti organizzato dai sindacati dopo il vertice a Roma al ministero, ancora una volta interlocutorio. Parlando della siderurgia Anselmi ha ricordato le dinamiche che la condizionano (vedi recentemente il costo del rottame) e che hanno ripercussioni sui prezzi di vendita e sulle conseguenti perdite (la Lucchini «brucia cassa» per mezzo milione al giorno), con il capitale netto che rischia di arrivare sotto i limiti di legge. E’ per questo che le banche si accingono a finanziare il reintegro per circa 100 milioni.
NELLA RIUNIONE romana si è appreso della ventilata attesa ricapitalizzazione, ma non si può ignorare la situazione generale. Mittal ha 25 altoforni in Europa e 9 sono fermi. Ed anche altre aziende non utilizzano gli impianti se non in parte. Piombino non può essere competitiva se produce sotto il milione e mezzo di tonnellate di acciaio. La situazione di crisi ha portato ad una fermata lunghissima d’estate e per le manutenzione se ne riparlerà a dicembre. E’ comprensibile quindi che ci siano difficoltà a rilevare gli stabilimenti quando producono perdite. «Abbiamo conosciuto una siderurgia — ha proseguito Anselmi — che significava certezze ed era un settore strategico. Oggi questa visione è valida per paesi come Cina e Brasile che hanno materie prime e costo del lavoro più basso. Occorrono strategie a breve ed a lungo termine. Nel breve occorre indurre le aziende ad usare tutti gli strumenti possibili per superare le difficoltà (ricapitalizzazione, più efficienza, ammortizzatori sociali. Infine trovare un compratore anche se chi è già venuto è stato scoraggiato dal ciclo integrale.
Occorre che le proprietà siano convinte a vendere a condizioni ragionevoli anziché tenere chiusi gli impianti».
«A ROMA — ha proseguito Anselmi - si è ribadita la contrarietà a smembrare e vendere singoli pezzi di stabilimento. Per il lungo termine occorre che le crisi (vedi la Toscana) siano seguite una per una, ma per Piombino il governo deve intervenire in particolare non tanto per dare aiuti alle aziende ma trovando il modo di alleggerire i costi delle bonifiche, agire sulle multe che sono pesanti, realizzare infrastrutture strade e porto e fare formazione. Occorre quindi che Piombino sia inserito nei programmi del governo e per questo è interessante il tavolo di concertazione tra governo e regione. Si deve stabilire quale industria deve rimanere e come il vecchio deve essere traghettato in una nuova situazione senza distruggere quello che abbiamo davanti». Intanto Fim, Fiom e Uilm hanno organizzato una nuova manifestazione per il 27 luglio.


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