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La Nazione - Tirrenica, il diktat della Regione Niente pedaggio per 600 mila

 

Autostrada: la variante di Orbetello tra i «nodi». Ora parola al governo
Sandro Bennucci


FIRENZE
MARTEDì 26 giugno, la Regione porterà al tavolo del Cipe il suo sì all’autostrada Tirrenica. Cioè la delibera che esprime parere favorevole al tratto più lungo e impegnativo: quello fra San Pietro in Palazzi e Tarquinia. Ma è un «sì» che racchiude un paio di grossi problemi. Il primo è tecnico e riguarda il nodo, ancora non sciolto, di Orbetello: il comune chiede una variante capace di lasciare la costa fra Ansedonia e Fonteblanda, evitando l’impatto dell’autostrada con il centro cittadino.
Ancora più difficile il secondo problema posto dalla delibera regionale, che soltanto il governo potrà risolvere: gli abitanti di sessantacinque comuni disseminati su tre province (Grosseto, Livorno e Pisa), compresi quelli dell’Elba e dell’Isola del Giglio, dovranno essere esentati dal pagamento del pedaggio.
A occhio e croce si tratta di seicentomila persone che avrebbero il telepass per circolare gratuitamente su un massimo di 45 chilometri in andata e 45 nel ritorno. Non basta. La delibera chiede di ridurre il pedaggio, ritenuto troppo elevato, «per uniformarlo a quello delle altre autostrade toscane», e auspica agevolazioni per i mezzi pesanti che useranno spesso l’autostrada, «in base al principio europeo di chi più usa meno paga».

TUTTE richieste, quelle della Regione, guardate con perplessità da Sat, la Società dell’autostrada tirrenica (i cui principali azionisti sono Autostrade per l’Italia, Holcoa e Vianco), che attraverso Mario Bergamo, l’amministratore delegato, ha dichiarato qualche giorno fa a La Nazione che «il peso delle esenzioni non potrà ricadere sulle spalle del gestore». Già non far pagare i residenti per 20 chilometri in andata e ritorno avrebbe provocato problemi nei conti. I 45 chilometri, per Sat non sono sopportabili.
Morale? Occhi puntati sul governo. Che al tavolo del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) dirà se è in grado di accollarsi gran parte della costruzione della Tirrenica, attraverso il finanziamento diretto o con agevolazioni e defiscalizzazioni. Ma sono operazioni economicamente possibili in questo momento? Oppure la costa tirrenica rischia di veder fermare, ancora una volta, il progetto della sua autostrada?
Sat si trincera dietro le affermazioni di Bergamo: «Se nessuno ci compenserà la perdita per le esenzioni non faremo l’autostrada».
E’ tutto. Non ancora. La Regione pone un altro paio di condizioni: l’impegno dell’Anas a realizzare gli interventi di adeguamento della Variante Aurelia nel comune di Livorno e la bretella di Piombino, comprensiva del settimo lotto e del tratto Gagno-Poggio Batteria.

ESPLICITO il governatore, Enrico Rossi: «Sono sempre stato convinto che la Tirrenica vada fatta e bene. Mi sono battuto perché venisse inclusa in Finanziaria, nel decreto sviluppo, per avere risposte concrete dal governo. Ho detto al viceministro dei trasporti, Mario Caccia, che mai avremmo permesso un’opera con costi sociali e ambientali insostenibili».
E se il nodo di Orbetello, ma soprattutto le seicentomila esenzioni stoppassero la Tirrenica al tavolo del Cipe? Il governatore non ha dubbi su chi puntare il dito: «Se l’opera venisse bloccata sarebbe solo per colpa del governo».
sandro.bennuccilanazione.net


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