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La Nazione Livorno - Il picchettaggio dei portuali ferisce il sorriso di Gallanti

 

Il presidente soddisfatto del piano regolatore è amareggiato dalla protesta
di ANTONIO FULVI


— LIVORNO —
GIULIANO GALLANTI, presidente della Port Authority, ieri era chiaramente soddisfatto, sia pure con una punta d’amarezza. La soddisfazione: aver portato ad approvare a larghissima maggioranza in comitato portuale la pre-adozione del nuovo piano regolatore del porto, con una “zonizzazione” finalmente precisa e razionale in quasi tutti i suoi comparti. Un risultato che il porto aspettava da quasi mezzo secolo di chiacchiere e di piani in deroga. L’amarezza: l’affollato picchettaggio dei portuali fuori da palazzo Rosciano, con le richieste esplicite (Simone Angella, Cgil) di mandare a casa l’intero vertice dell’Authority e il conseguente voto negativo della componente del sindacato (Picchiottino, Strazzullo, Marchesini e Benassei) alla delibera sul piano regolatore. Gallanti, che a sua volta non le manda a dire, si è chiesto polemicamente cosa c’entri il «niet» al piano regolatore con i problemi del lavoro più contingenti, definendolo una specie di autogol. Ed ha aggiunto che l’Authority a sua volta («i cui compiti sono di dare regole e promuovere il porto, ma che certo non può creare lavoro, compito che spetta agli imprenditori») ha sempre tenuto la porta aperta ai sindacati e a chiunque abbia chiesto un incontro. E il tavolo con i sindacati che era stato organizzato per due giorni fa ed è saltato? Il tavolo ci sarà, ha confermato Gallanti, sindacati consenzienti: è in programma per giovedi 28 in Municipio, per impegno dello stesso Gallanti e del sindaco Alessandro Cosimi. Il quale sindaco, arrivando ieri al comitato portuale, s’è preso qualche fischio e qualche battutaccia alla livornese, ribattendo però a ghigna dura; come ha ribattuto nel testa-a-testa in comitato con il sindacalista Picchiottino, che spiegava il perchè del «niet» alla delibera sul piano e alla messa in mora della Port Authority sui temi del lavoro. Cosimi ha detto, papale, che i temi contingenti non c’entrano con il piano. Approvata la pre-adozione del nuovo piano, siamo all’inizio di un percorso autorizzativo che, a seconda di come lo si guarda, può sembrare una sospirata partenza concreta («Ecco il primo miracolo», ha cortesemente ironizzato Gallanti sul nostro articolo di ieri) o l’avvio di una lunga, lenta, faticosa marcia tra le mille burocrazie che saranno chiamate ad esprimersi.
SIA IL PRESIDENTE dell’Authority, sia il suo segretario generale Massimo Provinciali, sia infine gli assessori del Comune Bruno Picchi e della Provincia Piero Nocchi hanno ammesso che i tempi non saranno brevissimi: valutazione di impatto ambientale con risposte — si spera — entro 60 giorni, poi armonizzazione con la pianificazione del Comune e relativi tempi della politica e dei tecnici, poi passaggio alla Regione, poi ok ministeriali. Gallanti ha ipotizzato però che entro un anno lo strumento dovrebbe essere approvato. Possiamo dirlo? O è un mago o un ottimista. Noi speriamo davvero nella prima ipotesi.



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