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La Nazione Livorno - Nardi: «Le imprese non credono più nella politica»

 

GLI INTERVENTI IL PRESIDENTE NON LE HA MANDATE A DIRE. FORTE PESSIMISMO ANCHE DA PARTE DI DE RITA

RICCHEZZA di analisi, estrema povertà di terapie adeguate: si può commentare così, fatalmente generalizzando, l’insieme degli interventi «politici« in Camera di Commercio. Con alcuni punti forti sui quali meditare: come l’affermazione di Roberto Nardi (foto), presidente camerale anche in quest’occasione urticante, che ha sottolineato l’ormai totale distacco tra cittadini che lavorano (imprese in testa) e le istituzioni politiche, il cui livello di credibilità è ormai vicino allo zero; e come l’appassionato richiamo del presidente del Censis Giusepppe De Rita a una presa di responsabilità della classe dirigente, dove invece prevale una specie di scaricabarile sui problemi dell’economia — sistema «orizzontale» — e dove l’assoluta mancanza di una leadership non incoraggia né la volontà di ripresa né la fiducia di chi lavora (o vorrebbe lavorare) nel futuro.
NELLE SUE CONCLUSIONI, l’assessore regionale Gianfranco Simoncini ha dovuto prendere atto di queste realtà, ma ha cercato di difendere l’impegno di Firenze nel sostenere la piccola e media impresa con iniziative, accesso al credito, facilitazioni alle assunzioni, concorsi. Convincente in alcuni passaggi, meno nella generalità dell’analisi. Ed ha dovuto anch’egli ammettere che uno dei problemi più sentiti, cui non sembra sia possibile ad oggi trovare rimedio, è la brutale stretta creditizia da parte delle banche, con pochissime eccezioni. Una stretta creditizia cui oltre il 75% degli imprenditori (in particolare piccoli) intervistati dalla Camera di Commercio attribuisce le proprie difficoltà, spesso drammatiche.


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