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La Nazione - Livorno azionista del Banco di Lucca

 

La Fondazione ritorna nel credito
L’ente rileva il 10% dell’istituto. «Legami più stretti con il territorio»

«ABBIAMO ceduto le ultime quote della Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno già dallo scorso dicembre. Ma la nostra intenzione era mantenere un rapporto stretto con il credito sul territorio. Per questo abbiamo deciso di investire nel Banco di Lucca e del Tirreno, per recuperare un legame locale e finanziare la ripresa». Luisa Terzi, direttore della Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno, cala sul tavolo la carta dell’economia labronica che ha bisogno di partner finanziari territoriali, per spiegare l’operazione di acquisizione del 10% del Banco di Lucca e del Tirreno.
Una mossa che va controcorrente rispetto alle strategie delle Fondazioni, che in questi anni sono uscite dalle banche di riferimento. Perché l’ente presieduto da Luciano Barsotti ha scelto di essere il secondo azionista di un istituto. «Un investimento di circa 3 milioni di euro - precisa Luisa Terzi - per diventare uno degli azionisti di riferimento del Banco di Lucca e del Tirreno, dopo l’azionista di controllo Argentario. Anche perché il Banco ha già comprato un immobile a Livorno che ospiterà la sua decima filiale». Apertura confermata anche dal direttore del Banco di Lucca, Fabio Frilli. «Oggi operiamo con 9 sportelli - è l’elenco - sei dei quali a Lucca e provincia, due a Firenze e uno a Prato. Livorno sarà il decimo sportello. Ed è evidente che la Fondazione CariLivorno ha puntato sul Banco per rinsaldare il legame con il territorio di riferimento».

TRE MILIONI di euro per il 10% del Banco di Lucca, che ha un patrimonio di oltre 20milioni di euro e fa dell’area tirrenica una zona di espansione. L’istituto è controllato dalla Cassa di Risparmio di Ravenna, presieduta da Antonio Patuelli (che è anche vicepresidente dell’Abi) e diretto da Nicola Sbrizzi, tramite la subholding Argentario. Società nella quale hanno una partecipazione di minoranza le Assicurazioni Generali.
«Nel progetto di sviluppo del Banco di Lucca e del Tirreno, concordato fra il Gruppo Cassa Ravenna e la Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno - è la sintesi della nota - si concorda che, in momenti di congiuntura economica come l’attuale, è fondamentale la presenza di una banca che possa inserirsi nel territorio, sapendo di avere le capacità per sostenere le esigenze locali e favorire nuovi sviluppi essendo dotata di coefficienti patrimoniali più che ottimali per sostenere la sana imprenditoria e le famiglie».
P.D.B.


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