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La Nazione Livorno - Smantellamento della Concordia, Rossi ha chieso la «road map». Vertice in Comune

 

di ANTONIO FULVI



— LIVORNO —
IL PIATTO è ricco, dunque si farà di tutto per ficcarcisi dentro con le imprese della Toscana in grado di operare. E’ la sintesi dell’incontro di ieri mattina in Comune, presenti le istituzioni, i sindacati e i rappresentanti delle imprese di carpenteria, per preparare un documento di proposte concrete sul ricovero e smantellamento del relitto della Costa Concordia a Livorno. Un documento da presentare tambur battente sabato prossimo a Firenze, per un vertice già convocato dal governatore Rossi (nella foto al Giglio davanti al relitto della Concordia) insieme ai tecnici di Titan/Micoperi. Nell’incontro di ieri c’erano il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, l’assessore comunale Enzo Picchi per il sindaco, il segretario generale della Port Authority Massimo Provinciali, il presidente della Confindustria locale Andrea Gemignani e inoltre esponenti di Cna e dei sindacati.
LA «ROAD MAP» indicata dallo stesso presidente della Regione prevede che la piattaforma di appoggio ai mezzi operativi per il recupero sia Piombino, dove il presidente dell’Authority locale, Luciano Guerrieri, si è già mosso offrendo una disponibilità di oltre 100mila metri quadri di aree. Tra Livorno e Carrara — ma in particolare su Livorno per caratteristiche del porto e per l’esistenza del grande bacino di carenaggio — dovrebbero essere realizzati in tempi brevi i 30 grandi cassoni di carpenteria metallica necessari per raddrizzare e rimettere in galleggiamento il relitto. Sono stati specificati anche i tempi: non più di 4 mesi «da subito», perché Micoperi si sta impegnando a rimettere in galleggiamento il relitto entro il prossimo gennaio (possibilmente nella ricorrenza del tragico naufragio).
CONFINDUSTRIA e Cna si sono impegnate a fare velocemente un elenco delle imprese di carpen teria che possono operare su questo tipo di lavori: elenco da portare se possibile già a fine settimana a Firenze. A sua volta l’Autorità portuale farà rapidamente i calcoli sulla «soglia» dei fondali necessaria per far entrare il relitto fino alla banchina di fianco al bacino (probabilmente la 75). I tecnici hanno già premesso che ci sarà un delicato lavoro di alleggerimento del relitto per poterlo far attraccare. Subito dopo dovranno essere smontati interni e sovrastrutture a banchina, per un ulteriore alleggerimento al fine di far entrare la nave in bacino dove demolirla. Tempi strettissimi dunque per il programma orchestrato dal presidente Rossi: sui quali si sono detti tutti d’accordo in linea di massima, pur con la necessità di non interferire con i programmi del cantiere Benetti e di non creare danni indotti alla vocazione del mediceo e del comparto della Porta a Mare per il grande yachting.


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