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La Nazione Livorno - sabato - Il caso-Concordia il bacino impegnato solo per un anno

 

«I timori dei sindacati sono anche i nostri»
Il sindaco non vuole entrare in collisione con Benetti



— LIVORNO —
STA IN EQUILIBRIO in sindaco Alessandro Cosimi sulla vicenda dello smantellamento della nave Concordia. E misura le parole, per trovare una soluzione che riunisca le diverse sensibilità di chi, come il cantiere Benetti, non può essere ostacolato dalla riapertura del grande bacino di carenaggio e di chi invece — vedi i riparatori navali — hanno fame di commesse. «Ci troviamo nella fase importante di organizzazione di un lavoro — ha detto Cosimi — che possa consentire una bonifica da farsi nel grande bacino solo per ciò che riguarda la segmentazione della chiglia e di altre parti. In questa operazione, se ho letto bene il progetto, il bacino non sarebbe occupato per più di 12 mesi, forse anche meno, quindi non verrebbero messi in discussione gli assi di sviluppo che noi abbiamo definito per la città; assi ai quali, non solo siamo molto affezionati, ma affidiamo convintamente grande parte del nostro sviluppo futuro. Per questo le preoccupazioni che sono state espresse dai sindacati sono anche le nostre». Cosimi precisa: «Il nostro tentativo è di fare un’operazione su Livorno, insieme al Presidente Rossi, perché occorre intelligenza, senso pratico, e dare un’immagine della Toscana non solo bucolica, molto brava nei soccorsi, ma anche di una regione impegnata a mantenere e sviluppare le sue caratteristiche industriali avanzate, e allo stesso tempo, se c’è una programmazione, capace di rispettarla. Il nostro compito è questo».
E CHIARISCE: «Questa operazione non deve mettere in discussione la presenza e lo sviluppo di Azimut a Livorno. Rispetto alle esigenze di questa impresa noi, non solo siamo convinti che essa sia un valore in sé, ma siamo anche certi che nel tempo produrrà ulteriore valore». Sulla vicenda della Concordia il capogruppo comunale del Pd Massimo Gulì ha firmato una mozione con l’ex sindaco Gianfranco Lamberti — ormai i due fanno coppia fissa negli atti del Comune... — dove impegnano il consiglio comunale a «valutare tutte le condizioni perché le operazioni possano avvenire attraverso l’utilizzo del Bacino Grande. Necessario però inserire tale riflessione nel percorso già da tempo avviato sugli indirizzi di nuovo piano regolatore del porto ed anche sulle valutazioni urbanistiche del Piano Particolareggiato della Porta a Mare». Gulì e Lamberti chiedono un’accellerata per l’approvazione degli strumenti urbanistici: «Aspettiamo di conoscere le iniziative della Autorità Portuale per mettere in grado la città di avere piena consapevolezza delle possibilità evocate dal Presidente Rossi e delle conseguenti azioni tese a renderle praticabili». Si chiede anche una «valutazione definitiva sulle prospettive di utilizzo del Bacino Grande, per quanto attiene gli investimenti necessari e le potenzialità occupazionali».
TORNA sull’argomento anche il capogruppo del Pdl Bruno Tamburini. «Non so se Rossi riuscirà nell’intento di portare la Concordia a Livorno, ma so che a prescindere da questo, la battaglia del Pdl a favore di un settore fondamentale per la crescita del porto continuerà con la massima forza e determinazione in ogni sede ed in ogni occasione. Nulla contro Azimut che esiste e deve continuare ad esistere, basta che si contenti di quel tanto che ha avuto». Non arretra la Cgil: «Spero — dice Maurizio Strazzullo — che da questa vicenda escano concrete occasioni di sviluppo e lavoro per Livorno senza con ciò compromettere l’attività del Cantiere Benetti».


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