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La Nazione - L'Olt vuol riconvertire anche la centrale dell'Enel

 

E FINALMENTE la «Golar Frost», ovvero la piattaforma di rigassificazione attesa per fine anno davanti a Livorno, è scesa in mare ed ha terminato i collaudi. I lavori di impiantistica, svolti dalla Saipem nel cantiere di Dubai, si sono rivelati più complessi del previsto ed hanno registrato oltre un anno di ritardo: ma alla fine sono stati completati e la nave dovrà tornare presto in bacino di carenaggio per gli ultimi interventi e per il trattamento della carena con speciali vernici che dovranno assicurarle l’inattaccabilità dai parassiti marini (denti di cane e altro).
LA «GOLAR FROST», confermano da Dubai, arriverà a novembre e dopo gli ultimi lavori di collegamento alla pipe-line sottomarina potrà cominciare ad operare a marzo. Sullo stato dell’arte del rigassificatore galleggiante della Olt Offshore Toscana, si parlerà anche lunedì sera al Propeller’s Club con la partecipazione dell’«ad» della società Olt Toscana, ingegner Peter Carolan e del responsabile delle operazioni e della manutenzione ingegner Giovanni Giorgi. Nel corso del dibattito saranno chiarite anche le intenzioni della società di proporre all’Enel la «gassificazione» della centrale di Livorno, anche attraverso l’acquisto, in quota o in toto, della centrale stessa.
L’OLT Offshore Toscana (un investimento da 600 milioni di euro con una potenzialità di 3,75 miliardi di metri cubi di gas all’anno) è di proprietà di due colossi mondiali del settore energetico, i gruppi Iren e E.on, entrambi con il 46,79% delle quote (il restante 2,69% è dell’armatore Golar attraverso la nave-piattaforma in corso di trasformazione). L’impegno sulla centrale Enel sconterebbe tuttavia il non facile momento per gli investimenti stranieri in Italia.
A. F.


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