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La Nazione - Solite chiacchiere ma i soldi non ci sono Rossignolo infligge l'ennesima delusione

 

— LIVORNO —
ANCORA un buco nell’acqua per il piano industriale di Gian Mario Rossignolo che deve fare degli stabilimenti di Livorno (Guasticce) e di Torino (Grugliasco) il polo automobilistico made in Italy per il rilancio del prestigioso marchio De Tomaso acquisito dall’imprenditore piemontese. Al Ministero dello Sviluppo Economico (dove si sono presentati i figli di Gian ma«rio Rossignolo, Gianluca ed Edoardo) l’incontro sulla De Tomaso non ha prodotto i risultati sperati: l’arrivo del cospicuo finanziamento del nuovo socio cinese di Rossignolo è ancora in alto nonostante le assicurazioni. E chissà quanti giorni ci vorranno perché l’operazione finanziaria sia chiusa. All’inizio della prossima settimana il sindaco Cosimi e il presidente della Provincia Kutufà incontreranno i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali.
IL SINDACO e il presidente della Provincia hanno dichiarato uscendo dal ministero: «La De Tomaso ha riconfermato la volontà di investire senza però portare tutte le carte che erano necessarie a dimostrare l’arrivo dei finanziamenti del socio cinese. A questo punto le rappresentanze istituzionali locali e regionali e il Ministero hanno chiesto l’ apertura delle procedure per avviare la cassa integrazione per crisi» non più per reindustrializzazione come era stato fino ad ora. «Questo permetterà in tempi brevissimi ai lavoratori di riscuotere quanto loro dovuto — hanno precisato — e significa anche che se nei prossimi giorni non ci sarà un chiarimento con l’azienda ci dovremo riunire allo stesso tavolo ministeriale, attivato con il protocollo d’intesa firmato nel 2009, per orientare la scelta su altri obiettivi perché a quel punto la credibilità della De Tomaso crollerebbe a zero». Per il presidente della Provincia Kutufà «resta ferma la volontà degli enti locali di operare per una positiva soluzione del problema occupazionale determinato dalla chiusura della Delphi». Sergio Fondi per la Fit-Cisl, Enrico Pedini per la Fiom-Cgil e Fabrizio Cancelli della Uilm-Uil partiti in pullman per Roma con al seguito una folta delegazione dei 140 lavoratori ex Delphi assunti dalla De Tomaso, hanno sottolneato «lo stato d’anima rassegnato e prostrato dei lavoratori che dal 2006 sopravvivono con la cassa integrazione che adesso non riscuoto o dal novembre 2011 o da genneaio 2012. La loro fiducia nel progetto Rossignolo è azzerata».
Monica Dolciotti


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