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Il Sole 24 Ore - Via libera dal Tribunale di Milano agli accordi di ristrutturazione del debito

 

Le imprese dell'indotto Lucchini tirano un sospiro di sollievo. Il Tribunale fallimentare di Milano ha infatti omologato gli accordi di ristrutturazione del debito, siglati con le banche prima di Natale, allontanando così lo spettro del commissariamento per il gruppo bresciano controllato dal ma' gnate russo Alexei Mordashov (5io'o direttamente, 49% attraverso Severstal), che ha il principale stabilimento produttivo a Piombino (2.200 addetti su 2.900 complessivi).

Il via libera al piano di salvataggio, oltre a confermare il congelamento fino al 2o17 di circa 750 milioni di debiti da parte del sistema bancario, consentirà di utilizzare i 325 milioni incassati dall'azienda con la vendita-della filiale francese Ascometal al fondo Apollo. In particolare, no milioni andranno ai 17 istituti di credito esposti con Lucchini,7o a coperturadei crediti commerciali cosiddetti "patologici" (quelli che al 31 ottobre scorso erano scaduti da più di 30 giorni) e 130 milioni per i crediti privilegiati, gli arretrati nei versamenti delTfr e l'operatività del gruppo.

Una boccata d'ossigeno per l'indotto. Anche se la situazione resta difficile. Il responsabile della ristrutturazione, Pierre Varniér, ha già detto che l'autonomia finanziaria non va oltre 6-9 mesi» e l'impianto di Piombino, un po' per la crisi del mercato e un po' perchè non riesce neppure a partecipare alle gare internazionali per mancanza di lettere di credito, viaggia al 60% della potenzialità e faricorso alla cassa integrazione a rotazione per circa Zoo dipendenti.

Avere scongiurato il commissariamento, almeno in questa fase, è un passo importante. Ma adesso il gruppo deve dimostrare di poter camminare con le proprie gambe e, soprattutto, sperare di trovare un compratore dal momento che Mordashov s'è impegnato a vendere per un solo euro simbolico tutte la sua partecipazione.. Il cambio d'azionista, tra l'altro, è previsto negli accordi di fine 2011, che danno un anno di tempo per individuare un soggetto industriale o finanziario.

Chi può essere interessato a prendere un gruppo siderurgico'basato in Italia con oltre 6oo milioni di debito? È questa la vera scommessa, sulla quale è pronta a impegnarsi anche il Governo.

Il fronte sindacale auspica l'arrivo di un socio industriale e i nomi che circolano sono quelli degli indiani Tata e ArcelorMittal, e della cinese Baostell. Arcelor-Mittal, tra l'altro, a Piombino già controlla la Magona, che produce acciai speciali (mentre Lucchini fa rotaie). Ma questo è un capitolo ancora tutto da scrivere.


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