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La Nazione 13 - Manifestazione contro la Solvay del Comitato beni comuni
—CECINA —
LA COLTRE di neve ha solo attutito l’eco del dissenso: «No all’invaso di Idro-S e di Puretta! No al furto di acqua e salgemma da parte della Solvay e no al ricatto sui lavoratori!». Ieri mattina, in piazza della Chiesa, si è svolto il presidio «di protesta e informazione» del Comitato per i beni comuni Val di Cecina. I «no Solvay» si sono lanciati contro la multinazionale belga, «da 100 anni baluardo dell’ inconciliabilità tra lo sfruttamento intensivo di acqua e la salvaguardia del territorio. Sprofondamenti dei terreni, formazione di laghetti salati, insalinazione delle falde e abnorme consumo d’acqua dolce» sarebbero solo «i sintomi visibili di un patto sottaciuto di cui stiamo facendo tutti le spese». Si spiegano meglio: «L’asportazione di enormi quantità di minerale salino dal sottosuolo lo modifca, sconvolgendo la circolazione acquifera sotterranea». Si riprende la tesi del geologo Sebastiano Vittorini (Cnr di Pisa): «A causa di questa metamorfosi,milioni di metri cubi d’acqua si perdono nelle rocce profonde». Senza contare che «secondo il rapporto Cheli-Guzzati dell’università di Pisa del 2009 sulle ricadute della Solvay sul territorio, non ci sarebbero ritorni economici per la comunità: infatti, se il contributo Solvay al valore aggiunto complessivo è l’1-2%, il contributo all’occupazione è del 2-4%, mentre il consumo di acqua è il 48% dell’intero consumo».
LA PROTESTA è un tira e molla annoso, rinfocolato dagli ultimi sviluppi del tavolo istituzionale dove «i nostri eletti hanno sbracato» di fronte alle richieste della Solvay. «Il 3 febbraio — insorge il comitato — hanno accettato il triplice via libera: alle nuove concessioni minerarie di Poppiano e Cecina (che farebbero sprofondare il terreno sotto i piedi ai cittadini di Saline); alla distruzione del “Masso delle Fanciulle”con l’invaso di Puretta a uso civile e al progetto Idro-s a uso industriale con l’invaso di 3 milioni di metri cubi d’acqua di piena inquinata nell’unica falda buona rimasta ai cittadini». Soluzioni impraticabili: «Gli invasi Idro-S e Puretta sarebbero concentratori di inquinanti e continuerebbe il dissesto del sottosuolo in Val di Cecina con l’estrazione del salgemma». Ricadute dirette sui cittadini? «Uno scadimento verticale della qualità dell’acqua dopo la deroga ai limiti di legge degli ultimi 10 anni per arsenico, boro, trialometani e altro con costi molto alti di depurazione caricati in bolletta». Conclusioni? “Che Solvay vada a prendere il sale da altre parti, come fanno altri produttori (come Altair)!» L’ultimo attacco è «per il ricatto occupazionale minacciato: « Inaccettabile perché le concessioni attuali di Buriano-Ponteginori servono nella fase di costruzione del dissalatore, l’unico capace di fornire prospettive serie e sicure ai lavoratori».
Arianna Valentino
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