Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Il Tirreno Rosignano 21 gennaio - Solvay sospende i prelievi dal laghetto di Casagiustri

 

«Per quanto ci riguarda è tutto in regola». Le parole sono di Valter Picchi dell’assessore all’ambiente della Provincia di Pisa a proposito dell’esposto di Pellegrini sull’autorizzazione al prelievo al laghetto di Casagiustri. «Ma è una questione più tecnica che politica - aggiunge Picchi - e allora è giusto coinvolgere gli uffici tecnici». E i dirigenti della Provincia lunedì prossimo si confronteranno con l’architetto del Comune di Montescudaio, Paola Pollina.
di Mario Moscadelli wROSIGNANO Sospesi i prelievi dal laghetto di Casagiustri. Solvay, recependo l’ordinanza firmata mercoledì scorso dal sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini, ieri ha interrotto l’attività delle idrovore. La decisione ha avuto come effetto all’interno dello stabilimento l’ordine di ridurre al minimo il consumo idrico. Stop ai prelievi. In mattinata Pellegrini aveva dato l’ordine di andare a controllare al laghetto se Solvay proseguiva negli emungimenti. «Stanno andando avanti - diceva alle 11 di ieri Pellegrini - e se non si fermeranno procederò al sequestro. Ma prima dobbiamo appurare che Solvay abbia ricevuto la nostra ordinanza di stop ai prelievi». Ordinanza che l’azienda di via Piave ha ricevuto alle 14,30 di ieri. «L’azienda - dice Solvay con una nota - conferma di avere ricevuto l’ordinanza da parte del sindaco del Comune di Montescudaio. Indipendentemente da questo caso, la policy dell’azienda è quella di rispettare i provvedimenti delle autorità, riservandosi le valutazioni e le azioni conseguenti, da intraprendere a tutela della propria attività». Dunque, stop ai prelievi, con il quasi scontato ricorso al Tar. Come conferma lo stesso Pellegrini. «Sì - dice il primo cittadino interpellato nel pomeriggio- Solvay ha spento le pompe al laghetto di Casagiustri. Il ricorso al Tar? È normale da parte di Solvay. Ma quello che è più grave è che la Provincia abbia escluso il Comune di Montescudaio dalla decisione di autorizzare Solvay al prelievo di acqua dall’invaso di Casagiustri, ignorando anche gli strumenti urbanistici in vigore». La multinazionale dà anche una sua versione in merito al fatto che l’autorizzazione sul laghetto riguarda una sperimentazione di Hidros. «Da tempo - dice l’azienda - è in corso un’attività di verifica dell’impermeabilizzazione del cavo a Casagiustri, condotta attraverso l’osservazione ciclica stagionale e lo svolgimento di alcune prove tecniche rivolte alla misurazione dei livelli piezometrici. Per quanto riguarda gli emungimenti, questi sono effettuati nell’ambito delle concessioni vigenti e sono costantemente misurati e verificati con frequenza mensile direttamente dalle autorità competenti». Preoccupazione in fabbrica. Come confermano alcuni dipendenti, la decisione di Solvay ha avuto subito ripercussioni sull’attività dello stabilimento. È stato disposto, infatti, di ridurre al minimo il consumo idrico. «L’acqua - continuano l’azienda - così come le altre risorse naturali, riveste importanza vitale per le attività industriali dello stabilimento di Rosignano: il perdurare e l’incrementarsi delle difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime e in particolare dell’acqua e del sale, avrà inevitabilmente delle pesanti ripercussioni. Solvay ha sempre adottato e continua ad adottare tutte le possibili azioni tecnologiche e gestionali mirate al risparmio delle risorse naturali nel pieno rispetto delle norme vigenti».

LE RISORSE DELLA MULTINAZIONALE
 
Il livello del lago di Santa Luce ai minimi storici per la siccità
 
 
 
Mezzo invaso di proprietà della società chimica è all’asciutto Secondo i responsabili dell’Oasi Lipu era dal 1973 che l’altezza del bacino non era così bassa
 
ROSIGNANO La decisioni di ridurre al minimo il consumo di acqua all’interno dello stabilimento è letto con grande preoccupazione dai lavoratori. Chi opera sugli impianti, infatti, sostiene che tale regime può andare avanti per 4-5 giorni, non di più. E a complicare la situazione in casa Solvay c’è anche lo stato del lago di Santa Luce, una riserva artificiale realizzata dalla stessa azienda tra il 1958 e il 1960. Ma attualmente da questo invaso di acqua dolce è difficile prelevare risorse: il livello dell’acqua, infatti, è ai minimi storici a causa della siccità. «L’acqua proveniente dal lago di Santa Luce - spiega l’azienda con una nota - è utilizzata come acqua industriale di processo per tutte le attività all’interno del parco industriale». Comunque, è un bacino idrico a cui Solvay presta molta attenzione, visto che è una specie di risorsa d’emergenza soprattutto dopo lo stop al laghetto di Casagiustri. Come confermano anche i responsabili dell’Oasi Lipu, che sul lago ha realizzato una riserva naturale, il livello dell’acqua del bacino è ai minimi storici. «L’altezza del lago - spiegano dall’Oasi, nata nel 1992 in seguito ad un accordo con la stessa multinazionale belga- è scesa di almeno 4-5 metri rispetto agli standard. La profondità massima attuale è di 9 metri, davvero poca roba». In soldoni, mezzo lago è all’asciutto e basta dargli un’occhiata anche dalla strada che lo costeggia per rendersene conto. «Era del 1973 - continuano dall’Oasi - che non si registrava una crisi di acqua di questa entità. Se non piove sarà un bel problema». Crisi dovuta al fatto che il Fine, il principale corso che alimenta il lago oggi è praticamente secco. Così come i tre piccoli torrenti, Sabbiena, Botro dei Rotini e Botro di Riseccoli, che si gettano nell’invaso. Tra l’altro, questa situazione si ripercuote negativamente anche sulla presenza dei pesci e degli anatidi, come dicono dalla Lipu. Ma soprattutto mette in crisi Solvay, che, anche per questioni di salvaguardia ambientale, non può stressare troppo il lago ora che di acqua ce n’è davvero poca. (ma.mo.)


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Lavoro Previdenza

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP