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La Nazione Piombino domenica 22 gennaio - Il disco verde al piano regolatore del porto

 

— PIOMBINO —
VIA LIBERA della Regione al piano regolatore del porto di Piombino. La delibera sarà ora trasmessa al Ministero dell’Ambiente ed a quello dei Beni e le Attività Culturali, per gli adempimenti di rispettiva competenza. La deliberazione è legata al fatto che l’opera è soggetta a procedura di valutazione di impatto ambientale di competenza dello Stato, ma è però previsto il parere delle Regioni interessate. Il procedimento di «Via» si inserisce nell’iter per l’approvazione del Piano regolatore portuale nel cui ambito il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha già espresso avviso favorevole con prescrizioni, osservazioni e raccomandazioni. «L’approvazione della Regione ci consentirà di avviare progettazioni per oltre 100 milioni di euro — ci aveva detto alcuni giorni fa il presidente dell’Autorità portuale di Piombino, Luciano Guerrieri — sul porto di Piombino siamo alla vigilia dei lavori del primo banchinamento per 38 milioni di euro compresa la bonifica, e dragaggio con opere accessorie per altri 15 milioni».
ECCO i numeri per fare la banchina nuova: 7mila tonellate di acciaio, 80mila mc di sedimenti inquinanti, reinseriti circa 230mila mc; 600 mc di dragaggio. La Regione nella delibera approvata ha evidenziato come nel nuovo piano regolatore portuale (Prp) ci siano interventi importanti per lo scalo piombinese.
FRA LE OPERE più significative c’è l’estensione delle banchine nella zona nord-orientale, con l’inserimento di un molo di sottoflutto ad andamento curvilineo e la creazione di una vasta darsena (darsena Nord) addossata al molo di sottoflutto, di dimensioni in pianta 300 x 700 metri; e ancora l’ampliamento dei terrapieni a servizio degli attracchi per navi ro-ro pax ed adeguamento statico delle strutture di banchinamento. E c’è anche il prolungamento del molo Batteria.
L’ORGANIZZAZIONE delle fasi di attuazione del Piano e il cronoprogramma dei lavori prevede la realizzazione di tutte le opere in 12 anni attraverso quattro fasi di attuazione: fase I, 3 anni; fase II, 2 anni; fase III, 5 anni; fase IV, 2 anni. La darsena pescherecci è prevista nella fase 3, oltre alla darsena di servizio, al completamento delle banchine della darsena piccola e al tombamento della darsena pescherecci. Nell’ultima fase oltre alla realizzazione della nuova sede dell’Autorità portuale è prevista anche la demolizione del pontile «lusid». Un piano regolatore che andrà a cambiare volto al porto, rendendolo più funzionale e dinamico, uno scalo che cresce costantemente nei traffici, e che ha retto bene alla crisi dell’industria riuscendo a diversificare. Di pari passo deve essere migliorata la rete infrastrutturale, fondamentale resta il prolungamento della 398 fino al porto.
Maila Papi


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