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La Nazione Cecina sabato 21 gennaio - Il sindaco Pellegrini: Un'area gravemente violata
— MONTESCUDAIO-CECINA —
ANCORA non si placa la bagarre attorno all’acqua dei 3 laghetti di Casagiustri. Pellegrini rilancia: «Occhio alle strumentalizzazioni, non ho mai parlato di sequestro. Il nocciolo della questione — precisa il sindaco — è un altro. C’è stato un doppio illecito da parte della Solvay e della Provincia di Pisa che l’ha autorizzata. E’ stata violata un’area che la stessa Provincia di Pisa ha definito a metà dicembre “protetta” e una proprietà privata (l’invaso semi-prosciugato che sta facendo calare in modo preoccupante il livello del primo laghetto appartiene alla Nencini laterizi). Nessuno — il sindaco tira in ballo Provincia e la Regione — prima che noi approvassimo il regolamento urbanistico ci ha mai parlato della ripresa del progetto Idro-s e di nuovi emungimenti Solvay a scopi industriali».
INSOMMA, c’è puzza di manovra poco chiara? «Certo. I grossi tubi che pompano l’acqua dall’invaso Nencini — che tra l’altro passerà per convenzione al Comune — sono arrivati dopo Natale senza alcuna autorizzazione dei proprietari». L’area protetta è diventata così un cantiere aperto che Pellegrini, il 28 dicembre, ha denunciato alla Provincia e ai carabinieri. Il livello del primo laghetto di Casagiustri, quello all’altezza del parcheggio degli Scornabecchi, ha continuato così a diminuire lentamente fino alla catastrofe. Un’impennata repentina degli emungimenti mercoledì fa decidere il sindaco per le maniere forti. Parte così la denuncia in Procura a Livorno «per danno ambientale e reati connessi» indirizzata alla Solvay e alla Provincia di Pisa. «La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la risposta che mi dette l’assessore provinciale all’ambiente Valter Picchi». Questi, infatti, sentendo il sindaco sul piede di guerra avrebbe improvvisato «un vergognoso scaricabarile» («non ho autorizzato personalmente la Solvay, hanno fatto tutto gli uffici»). Per Pellegrini, politico di lungo corso, è abbastanza per ammoscarsi dell’inciucio, inoltrare la denuncia e approntare un’ordinanza (immediatamente esecutiva) di interruzione degli emungimenti. «Sto aspettando di leggere l’autorizzazione — quella che Picchi non ha firmato,ma che esiste agli atti — prima di muovermi ancora». E se i tubi sembrano aver smesso di gorgogliare di certo il nodo non si scioglierà facilmente, senza che la Regione — l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini ha rimandato l’incontro causa influenza — faccia luce sulla faccenda. E magari chiarisca le reciproche responsabilità.
Arianna Valentino
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