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La Nazione - Palazzo Coppedè in vendita per rilanciare gli investimenti

 

— PORTOFERRAIO —
IL COMUNE vende alcuni immobili tra i quali il palazzo Coppedè, ma il proprio patrimonio non è destinato a diminuire perché l’amministrazione Peria, in aggiunta al federalismo demaniale che gli regalerà ad esempio il palazzo delle ex Poste che si affaccia su piazza Pietro Gori, ha chiesto di ottenere altri importanti beni di pregio. «Entro febbraio – annuncia il sindaco Roberto Peria – avremo un incontro a Firenze con l’Agenzia del Demanio e la Soprintendenza perché abbiamo chiesto di ottenere a titolo definitivo beni di valore storico artistico quali il Falcone, la Linguella e la Porta a Mare che oggi abbiamo in uso. Per il palazzo delle Poste, contenuto negli elenchi di cui il federalismo demaniale prevede il trasferimento ai comuni, stiamo già elaborando un progetto di valorizzazione».
LA DISMISSIONE di alcuni beni del patrimonio pubblico ha come obbiettivo il rilancio degli investimenti. «In quest’ottica – aggiunge il sindaco Roberto Peria – è prevista la vendità del palazzo Coppede, dell’ex scuola elementare di Saponiera a Schiopparello e di alcuni diritti di superficie. Un’operazione dalla quale contiamo di introitare complessivamente 4-5 milioni di euro da reinvestire. Per la vendita del Coppedè che potrebbe fruttare oltre 3 milioni di euro c’è già l’autorizzazione della Soprintendenza cion alcune prescrizioni per il restauro del bene. Si tratta di fare ora gli ultimi passaggi procedurali prima dell’asta pubblica che si pensa possa svolgersi in primavera. Non intendiamo rimanere schiavi del patto di stabilità. Con queste cessioni sarà possibile farlo, con conseguenti vantaggi per la città».
SUI BENEFICI derivanti dalle alienazioni si sofferma anche l’assessore al bilancio Angelo Zini. «Grazie a questa strategia finanziaria – spiega – possiamo avere per alcuni anni un ente con una situazione economica sana e continuare a fare investimenti nel campo delle opere pubbliche liberando risorse, nello specifico i proventi degli oneri di urbanizzazione che ammontano a circa 1,2 milioni di euro l’anno, da destinare al settore delle manutenzioni».


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