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La Nazione - Confortante ripresa per la Lucchini

 

— PIOMBINO —
LO STABILIMENTO Lucchini sta marciando ad 1,5 milioni di tonnellate di acciaio. Una ripresa confortante, considerando il momento di crisi e le indicazioni dei mercati per i prossimi mesi che non certo rosee. Ma Fim, Fiom e Uilm e Rsu chiedono più garanzie, certezze sulla produzione, sugli organici. Si è tenuto ieri il consiglio di fabbrica per fare ancora una volta il punto della situazione, su una vicenda che sembra non giungere mai ad una conclusione. E i fronti sui quali i sindacati hanno chiesto di stringere i tempi sono quattro: il tavolo regionale, quello al ministero e il tavolo della siderurgia. Come avevamo anticipato ieri infatti il sottosegretario al ministero dello sviluppo economico Claudio De Vincenti non ha escluso a breve una convocazione, e Piombino vuole esserci.
«IN MERITO alla richiesta dell’onorevole Vico (Partito democratico) di convocare un tavolo nazionale sulla siderurgia, non escludiamo di recepirla – aveva dichiarato il sottosegretario De Vincenti - ammetto che in questo momento riteniamo prevalente nel nostro impegno immediato il tavolo relativo a Piombino (Lucchini) e alla ThyssenKrupp, vedremo anche la questione della Beltrame. Capisco che c’è un po’ la volontà di inserite tutto all’interno di un disegno generale. In questa prospettiva non escludo che sarà possibile e probabilmente utile la convocazione del tavolo nazionale». L’ultimo fronte, per le organizzazioni sindacali, è poi quello aziendale. I sindacati infatti hanno chiesto garanzie al nuovo consiglio di amministrazione, soprattutto sulla questione occupazionale, con la conferma di tutti i contratti a tempo determinato (170), compresi naturalmente quelli già scaduti e quindi fuori dalla produzione. «Si continuerà a chiedere un confronto con la Regione, ma anche un incontro al ministro Corrado Passera» ha confermato il segretario provinciale Fiom Luciano Gabrielli.
DOPO l’asseveramento del piano di ristrutturazione del debito Lucchini avvenuta poco prima di Natale, adesso si attende l’omologa del Tribunale di Milano, prevista per febbraio, che sbloccherebbe definitivamente i soldi, ma per i sindacati resta di vitale importanza – e anche per l’azienda – trovare quanto prima un compratore per attuare un piano industriale concreto e serio per il rilancio dello stabilimento piombinese.
m. p.


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