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«Abbiamo pagato 182 milioni di euro con un'attesa massima di 60 giorni» - La Nazione Livorno
Il sindaco risponde all’appello della Cisl sullo snellimento della burocrazia
— LIVORNO —
DURA LA REAZIONE del sindaco Alessandro Cosimi all’attacco firmato dal segretario della Cisl Giovanni Pardini. L’esortazione alle amministrazioni a sforare il patto di stabilità per rilanciare l’economia del territorio ha stimolato la risposta che il primo cittadino consegna ad una dettagliata lettera che riportiamo. «Nel momento in cui la crisi morde di più le imprese e il mondo del lavoro — afferma il sindaco — è importante che allarmi e sollecitazioni vengano indirizzati nella giusta direzione. Per questo, senza alcuno spirito polemico, ma solo per ricondurre la discussione sui fatti concreti, e documentabili, penso sia utile fare il punto sullo stato dei pagamenti del Comune di Livorno verso i propri creditori». La lettera prosegue: «Nell’anno appena terminato — scrive Cosimi — il Comune ha pagato somme per un ammontare di circa 182 milioni e 500 mila euro, comprensivi degli stipendi dei dipendenti, che contribuiscono ad alimentare l’economia locale. Di questi, 167 milioni di euro per le spese correnti (pari a circa 14 milioni mensili) e 15 milioni per le spese in conto capitale. Di queste ultime ne restano da pagare 4 milioni e 350 mila euro, che saranno messi in pagamento nei primi mesi del 2012 nel rispetto del Patto di Stabilità». Da qui ai tempi di pagamento: «Per le spese correnti, per tutto il 2011— spiega — sono stati di 30-60 giorni. Nei casi in cui i pagamenti sono stati fatti oltre i 60 giorni, la causa è da imputare a problemi legati al fornitore: i più frequenti sono stati irregolarità del Documento Unico di Regolarità contributiva e la mancata comunicazione del conto corrente dedicato. Per i pagamenti in conto capitale i tempi di pagamento sono stati di 150-170 giorni, sempre e comunque nel rispetto del Patto di Stabilità, che ricordiamo essere una Legge dello Stato alla quale i Comuni non possono sottrarsi». Uno dei problemi più frequenti che a volte ritarda il pagamento delle fatture di spesa corrente è l’irregolarità del DURC. Il Comune è stato uno dei primi a mettere in atto una soluzione che realmente sblocca molte situazioni contabili, altrimenti insanabili. In altre parole il Comune si assume l’onere, previa autorizzazione del fornitore, di pagare per suo conto i debiti verso gli istituti previdenziali ed assicurativi, sbloccando così l’emissione del DURC. Quindi liquida a fornitore la parte a saldo a lui spettante. «E’ giusto poi ricordare — prosegue il Sindaco — che fino al pomeriggio del 30 dicembre i nostri uffici finanziari hanno monitorato i dati del Patto così da poter soddisfare il maggior numero di fornitori; ciò ha reso possibili ulteriori pagamenti di oltre 410 mila euro, proprio l’ultimo giorno utile dell’anno».
IL SINDACO sottolinea: «Da parte nostra c’è sempre stata grande attenzione ai nostri fornitori, anche attraverso il ricorso a strumenti finanziari come, ad esempio, l’anticipo fatture. Il Comune ha stretto un accordo con le maggiori banche locali per l’apertura di linee di credito agevolate a favore di soggetti che vantano un credito certo ed esigibile con il Comune stesso. Nel 2011 sono state da noi anticipate agli Istituti di Credito fatture per un totale di circa 2 milioni e 150 mila euro, di cui 1 milione e 850 mila relative alla spesa corrente e 300 mila in conto capitale. Mi preme far notare — conclude il Sindaco — come nessuna richiesta in tal senso avanzata da imprese nostre creditrici sia stata respinta dalle banche che hanno sottoscritto l’accordo».
DISOBBEDIENZA
Il rispetto delle leggi per non finire in manette
UN PASSAGGIO forte è stato riservato al rispetto del patto di stabilità. Cosimi nel precisare che il patto è una legge dello Stato, ricorda quanto avvenuto ad Alessandria dove è stato arrestato il ragioniere capo del Comune e dove l’assessore al bilancio ed il sindaco sono stati raggiunti da un avviso di garanzia perché non hanno rispettato il patto di stabilità. «Un sindaco — sottolinea Cosimi — non può agitare la demagogia della disobbedienza fiscale nei confronti dello Stato». Dura la risposta a Pardini anche dell’assessore al bilancio del Comune Valter Nebbiai: «La Corte dei Conti ha richiesto alla giunta ed ai consiglieri di maggioranza del Comune di Alessandria che hanno firmato la delibera sul bilancio, 39 milioni e mezzo di euro» dice Nebbiai e prosegue: «Il segretario della Cisl avrebbe dovuto informarsi ma capisco che la finanza non sia materia facile da seguire». E chiude: «Non sono svenuto io ma quelli del Comune di Alessandria che sono finiti in manette».
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