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Il Tirreno - Cresce il lavoro nero (e le multe)

 


LARA LORETI
 LIVORNO. C’è chi lavora anche il giorno libero. Chi salta la pausa pranzo, chi va ad aiutare l’amico in negozio sotto le feste. Tutto in nero. Fino al caso estremo di chi ha un’occupazione fissa fantasma e di fronte ai controlli degli ispettori si finge cliente. La crisi si fa sentire e tanto. Le famiglie sono in affanno e non arrivano a fine mese. Così ogni occasione è buona per mettere qualche soldo in tasca e arrotondare. Ne segue una serie di evasioni contributive legate al mercato del lavoro. Ne sanno qualcosa gli ispettori della Direzione territoriale del lavoro (Dtl), guidati dalla dirigente Carmina Mancino. Si tratta della seconda struttura più attiva in Toscana dopo Prato: ciò vuol dire che Livorno è una città critica per quanto riguarda questo settore. Si pensi che nel 2011 tra ispezioni e trattative presso l’ufficio legale sono stati riscossi oltre 618mila euro. Un segno di crisi è rappresentato dal numero delle denunce presentate quest’anno alla Dtl: 270. Le aziende ispezionate sono state fino al mese scorso 780 di cui 608 irregolari con un indice di illegalità pari al 78%.
 In tutto, in provincia nel 2011 sono stati trovati 318 lavoratori a nero e sono state fatte 50 sospensioni di attività alle aziende per superamento del 20 % di personale occupato irregolarmente. Talvolta, come emerge dai dati della Dtl, il datore di lavoro regolarizza i dipendenti prima che gli venga notificata la sospensione, pagando la sanzione di 1.500 euro e regolarizzando i lavoratori non assicurati.
 Il settore dove si concentra maggiormente il lavoro nero, dopo pubblici servizi e turismo, è quello dei cantieri edili. I dieci ispettori della Dtl ne hanno visitati 125 per un totale di 194 aziende: 134 - che vuol dire il 69% - sono risultate irregolari. In particolare, numerosi interventi degli ispettori insieme agli esperti dell’Asl ci sono stati in autostrada, nel lotto in costruzione, dove nel primo semestre 2011 sono emerse violazioni sull’orario di lavoro e irregolarità penali sugli appalti.
 Nel secondo semestre, sono state intensificate invece le verifiche in luoghi ad alto rischio di infortunio come pozzi, cisterne, cuniculi, gallerie e così via. Numerose le violazioni trovate: mancato rispetto dell’orario di lavoro, del riposo giornaliero e settimanale e carenze rispetto agli obblighi di formazione ed informazione del personale.
 In estate, il lavoro degli ispettori s’è spostato all’Elba, dove sono state controllate decine di società che operano su tutta l’isola.
 Anche nel settore degli autotrasporti, numerose sono le richieste di intervento e le sanzioni contestate alle aziende dalla Dtl. Soggetti a multe, però, anche i conducenti (con decurtazione punti della patente) per mancato rispetto dei tempi di guida.
 Inoltre, ci sono state un centinaio di conciliazioni monocratiche: lavoratore ed azienda trovano un accordo sulle pretese avanzate dal dipendente. In tal caso, l’azienda non viene sanzionata, mentre il lavoratore ottiene ciò che gli spetta, compresi i versamenti contributivi.
 La Dtl è anche impegnata nella comunicazione telematica al cittadino: sul sito sono scaricabili i modelli per richieste e atti.

PENALE
 
Aumentano i prestiti illeciti di manodopera
 
 
 LIVORNO. Ecco le violazioni penali più diffuse. Prima di tutto, prestiti di manodopera non autorizzati: le aziende cedono personale ad altre, pur non avendo alcun permesso. Seguono distacchi di personale non genuini e appalti illeciti. Poi molto frequente è la mancata fornitura di notizie: gli ispettori chiedono documenti vari che poi l’azienda non fornisce. Molto diffusi anche i Durc (Documento unico regolarità contributiva) falsi: sono obbligatori per eseguire qualsiasi lavoro. È per questo che gli imprenditori a volte pur di esibirli e iniziare a lavorare ne producono di falsi.
 Inoltre, nel 2011 ci sono state anche numerose diffide accertative per crediti patrimoniali: in tutto 158. Le diffide, come sottolinea Carmina Mancino, dirigente della Direzione territoriale del Lavoro, sono importanti perché consentono al lavoratore di avere subito i propri crediti attraverso un provvedimento degli ispettori. «Spesso i lavoratori - fanno notare dalla Dtl - si rivolgono ai sindacati o ai legali per ottenere qualcosa che gli ispettori possono far eseguire allo stesso modo».


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