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Lucchini, Passera convoca un tavolo - La Nazione Piombino sabato 10 dicembre

 

Piombino: la decisione del ministro dopo un incontro con Silvia Velo
— PIOMBINO —
IL MINISTRO dello sviluppo economico Corrado Passera convocherà al più presto un tavolo sulla crisi della Lucchini. Il sì è arrivato dopo un incontro con l’onorevole Pd Silvia Velo. «Nell’occasione di un incontro informale con il ministro Passera – spiega l’onorevole Velo - come vice presidente della commissione trasporti, a margine dell’audizione di oggi (ieri, ndr), ho posto la questione della difficile crisi della Lucchini siderurgica di Piombino. Il ministro ha accolto la richiesta di convocare al più presto un tavolo con la partecipazione dei sindacati, degli enti locali e della Regione, che insieme al sindaco di Piombino avevano già sollecitato questo obiettivo. E’ positivo che il governo si sia dimostrato sensibile a rivolgere grande attenzione a questo tema» ha dichiarato Silvia Velo deputata Pd.
INTANTO lunedì si terrà in Lucchini un consiglio di fabbrica straordinario alle 14.30 per decidere eventuali iniziative, dallo sciopero a un presidio in piazza Gramsci. E proprio lunedì è atteso l’ok definitivo per l’asseveramento del debito che sbloccherebbe così i finanziamenti (190 milioni di euro), soldi che potrebbero arrivare prima di Natale e che senza dubbio darebbero una boccata d’ossigeno alle imprese dell’indotto che vantano credito di oltre 100 milioni di euro con la Lucchini. Sempre di lunedì dalle 8.30 alle 11.30 si terranno tre ore di sciopero indette da Cgil, Cisl e Uil contro la manovra finanziaria del governo Monti. La protesta si concentrerà in piazza Gramsci dove si terrà sciopero e manifestazione e i sindacati distribuiranno volantini informativi. A questo sciopero aderiranno anche Fim, Fiom e Uilm. Nelle tre ore di sciopero dovrebbe fermarsi anche l’altoforno, una decisione che l’azienda motiva con la necessità di eseguire manutenzioni. Decisione che non piace ai sindacati.
PER QUANTO riguarda la manifestazione di tre ore è dovuta al fatto che i sindacati considerano questa manovra «non equa che colpisce soprattutto i redditi più bassi e contrae ancora i consumi, accentua la recessione e crea nuova disoccupazione». Cgil, Cisl e Uil chiedono «discontinuità e coraggio a questo governo: chi ha di più deve pagare di più e iniziare da chi non ha mai pagato. Tocca al parlamento introdurre correttivi nel segno dell’equità. Non è vero che è una questione di risorse e neppure una questione di tempi stretti. È solo un problema di volontà politica».
m. p.


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