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Lucchini, dopo la tanta paura ora si torna a vedere la luce - La Nazione Piombini domenica 4 dicembre
L’ACCORDO CON LE BANCHE PER L’ASSEVERAMENTO DEL PIANO
— PIOMBINO —
SI TORNA A vedere la luce in fondo al tunnel: l’accordo raggiunto con le banche per l’asseveramento (cioè l’iter burocratico)del piano di ristrutturazione del debito Lucchini dà la speranza che la situazione delle Acciaierie possa gradualmente tornare alla normalità. Bisogna attendere la firma prevista per il 12 dicembre e poi sarà necessario almeno un mese per l’omologazione del Tribunale, ma è chiaro che se da parte degli istituti bancari coinvolti nella vicenda (tra cui Unicredit, Monte dei Paschi e Bnp Paribas) c’è la volontà di sostenere l’attività di Lucchini, dando ossigeno alle linee di credito, allora diventa possibile pensare ad un futuro per il polo siderurgico di Piombino e per migliaia di lavoratori.
OLTRETUTTO c’è anche la questione dei precari: 170 contratti sono in scadenza da qui a maggio e i sindacati hanno chiesto di mantenere questi posti per non perdere professionalità importanti nel quadro produttivo, giovani che sono stati formati e sono in grado di mandare avanti lo stabilimento.
UN FUTURO tutto da ricostruire, ma in tempi difficili per tutti a livello europeo e mondiale (anche la Cina ha rallentato la produzione), è già un fatto potersi giocare delle possibilità rispetto a chiudere i cancelli e stop. Una volta firmato l’accordo con le banche si sbloccheranno 190 milioni di euro. Una cifra consistente che però in parte è già “prenotata” dai creditori (e finalmente molte ditte appaltatrici potranno pagare operai e fornitori evitando di fallire) ed in parte potrebbe servire per riavviare la produzione. Il 24 dicembre infatti si fermerà l’altoforno e resterà “caricato in bianco” (cioè acceso al minimo) fino al 18 gennaio. I sindacati per giorni hanno temuto questa fermata perché in assenza di novità c’era il rischio di non ripartire con le colate e questo avrebbe aperto uno scenario distruttivo per tutto lo stabilimento con cassa integrazione e poche possibilità soluzioni positive. Lo sblocco dei finanziamenti però rende meno incerta la ripartenza a gennaio.
ORA DALL’EMERGENZA assoluta siamo passati alla necessità di porre le basi per la ripresa del ciclo, si può ragionare su qualche elemento positivo. L’azienda cerca un nuovo azionista dopo il sostanziale abbandono di Mordashov e c’è attesa anche per la costituzione del nuovo Consiglio di Amministrazione. Infine ci si aspetta anche un confronto con il ministro dello sviluppo Corrado Passera nel quadro di un rilancio complessivo di tutta l’attività industriale del polo di Piombino. La crisi piombinese si intreccia con le difficoltà del nostro Paese e dell’Europa ed è nell’interesse generale far ripartire le nostre industrie per far ripartire anche la nostra economia e quella europea.
Maila Papi
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