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Bellabarba mette dieci dipendenti in cassa integrazione - Il Tirreno Livorno sabato 3 dicembre
«In questa città non si riesce più a lavorare A Pisa è un’altra storia»
«La discarica? Il sindaco gioca per lo 0-0, io per i tre punti»
LIVORNO. «Al di là dello Scolmatore le amministrazioni si danno da fare per risolvere i problemi delle aziende: qui c’è una latitanza spaventosa e non si riesce più a lavorare». Due giorni fa i titolari della società Bellabarba - la stessa che ha investito nella realizzazione della discarica al Limoncino - hanno parlato con i vertici dell’associazione degli industriali e con i sindacati.
«Tra pochi giorni - conferma Paolo Bellabarba - attiveremo la cassa integrazione straordinaria per dieci dipendenti. A imprese edili come la nostra capita di attivare la cassa ordinaria nei periodi di pioggia. Ma ora abbiamo chiesto quella straordinaria».
«Continuiamo a sostenere costi importanti - aggiunge - finché riuscivamo ad ammortizzare su altri cantieri non c’erano problemi, ma si stanno esaurendo».
La società è la stessa che a fine 2006 ha chiesto alla Provincia di trasformare la cava del monte La Poggia (sequestrata il 20 ottobre, prima del via) in una discarica di speciali, a basso contenuto organico. A Livorno, fino a quel momento, è legata soprattutto al mattone. Si occupano delle urbanizzazioni di quartieri interi, come Salviano 2: quando l’espansione urbanistica frena «abbiamo cercato di diversificare le attività». Tradotto: recupero e rifiuti. Ma invece del business arrivano le grane. Fino al sequestro.
Il 2 novembre la società ha deciso di rinunciare al riesame e si è affidata a un pool di esperti che fanno capo allo studio Boeri di La Spezia e al professor Cossu dell’Università di Padova. Perché a supportare la decisione della Procura non ci sono cavilli amministrativi, ma un dossier che porta la firma del Cnr di Pisa e che dice che sul monte La Poggia una discarica non ci può proprio stare. «Entro Natale - riferisce Bellabarba - dovremmo riuscire a depositare la nostra contro-relazione».
Nel frattempo l’imprenditore ha incontrato i rappresentanti delle amministrazioni locali, primo fra tutti il sindaco. Ma il clima non è dei migliori. «Dico solo che lui gioca per lo 0-0, io sono un imprenditore e ho bisogno dei tre punti». «Siamo legati a Livorno e non ce ne andremo - chiarisce - ma se ti confronti con altre realtà ti accorgi che qui ci sono troppe approssimazioni, ritardi. Per la discarica siamo già alla quarta progettazione, nonostante sia stata autorizzata dalla Provincia da tempo». «Oltre lo Scolmatore - chiude - le amministrazione cercano di risolvere i problemi delle aziende, qui latitano. E non si riesce più a lavorare».
In Toscana 100 milioni di euro sono andati alla cassa in deroga
Fondo sociale europeo, il salvagente della crisi
LIVORNO. «Se la sfera sociale ha retto la crisi di questi anni, grande merito va al Fondo sociale europeo». A dirlo è Gianfranco Simoncini, assessore regionale alle attività produttive, a margine del convegno “Fondo sociale europeo, contrastare la crisi guardando al futuro”, tenutosi ieri alla Camera di commercio.
Sono stati presentati i risultati parziali del programma 2007-2013, periodo durante il quale lo strumento finanziario dell’Unione Europea ha garantito alla Toscana 664 milioni di euro. L’Fse ha permesso lo sviluppo di una serie di progetti riguardanti l’occupazione, la qualità del lavoro e la coesione sociale, attraverso gli investimenti sul capitale umano. A oggi sono stati impegnati 352 milioni di euro (circa il 53% del totale) di cui 204 effettivamente spesi. Gli interventi finanziati sono più di 65 mila. «Il bilancio di quanto fatto è positivo - prosegue l’assessore - Tra gli interventi più significativi, ricordo i 100 milioni di euro utilizzati per la cassa integrazione in deroga: ne hanno usufruito oltre 43 mila lavoratori». Inoltre, 11 milioni nel 2011 hanno finanziato i tirocini formativi nell’ambito del progetto Giovanisì: le risorse servono per le borse di studio e per incentivare l’assunzione dei tirocinanti. Tra le misure in cantiere per il 2012 quella che, grazie a 5,7 milioni di euro, favorirà le assunzioni per le donne over 35 e per i disabili.
G.C.
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