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Piscine, indagati Nista e dirigenti Cna - Il Tirreno Livorno
L’inchiesta dei carabinieri: l’ex sindaco accusato d’abuso d’ufficio, gli altri di truffa
Per l’accusa ci sarebbero state delle irregolarità nell’affidamento dell’appalto pubblico degli impianti sportivi
LARA LORETI
COLLESALVETTI. Ore sei, casa di Nicola Nista, a Colle. I carabinieri bussano alla porta dell’ex sindaco, attuale assessore provinciale a politiche ambientali ed energia. Gli notificano un avviso di garanzia per abuso d’ufficio. La vicenda è quella dell’affidamento dell’appalto e della gestione dei lavori delle piscine di Collesalvetti, chiuse dall’aprile del 2009. Una vicenda di cui s’è molto parlato per la consistenza dell’affare, che sfiora i 4 milioni di euro, e che ha suscitato polemiche oltre che un polverone nella cittadina, oggi amministrata da Lorenzo Bacci. Dopo la perquisizione nell’abitazione, da dove gli investigatori prelevano alcuni documenti contabili, Nista e militari si sono spostati in Pronvincia per visitare l’ufficio dell’assessore. Lì non trovano nulla.
L’inchiesta dei carabinieri, dopo due anni e tre mesi di indagini, ieri è giunta a una svolta. All’alba i militari del Nucleo investigativo, guidati dal capitano Luigi Perri e coordinati dal pm Giuseppe Rizzo, hanno notificato una serie di avvisi di garanzia per le presunte irregolarità. Sono nove gli indagati, e altrettante sono le perquisizioni nelle abitazioni delle persone oggetto di indagini, oltre che in Provincia e alla Cna, presso gli uffici di tre persone.
A Nista, 53 anni, viene contestato il reato di abuso d’ufficio: quando era sindaco, secondo l’ipotesi d’accusa ci sarebbero state delle irregolarità nelle modalità di gara dell’appalto (iniziata nel 2004) delle piscine. Sull’ex primo cittadino ricadrebbe dunque la responsabilità di decisioni comunque collegiali, prese però dall’amministrazione di cui lui era a capo. Ma nel registro degli indagati sono finite anche altre otto persone, accusate di truffa aggravata ai danni dello Stato. Si tratta di una serie di imprenditori quali Marco Valtriani, direttore della Cna, Claudio Martelli, il vicepresidente e Luca Bernini, attuale presidente della Cna comunale. Sono indagati per la loro attività di impresari (alla guida di ditte che avrebbero partecipato ai lavori delle piscine) e non per l’incarico che occupano nell’associazione degli artigiani.
Indagini anche su Daniele Giusti, ex presidente degli artigiani e della Sesport, la srl - fallita, come pure è fallita la società con la quale la Sesport era assicurata - che gestiva l’impianto sportivo colligiano; su Marco Poles, dell’Ads Nuoto Colle, e su sua moglie Cristina Bronchi, anche lei della Sesport, e sugli imprenditori Marcello Galligani, 59 anni, che si occupa di termoimpianti, e Domenico Berti, costruttore.
Gli investigatori dei carabinieri, una ventina di persone tra agenti in borghese e militari in divisa, ieri eseguono contemporaneamente tra Livorno e Colle le nove perquisizioni, a cui si aggiungono i blitz in Provincia e nella sede della Cna. Gli inquirenti cercano documenti contabili riguardo l’affido della gara d’appalto per i lavori delle piscine di Colle. Vengono acquisite diverse carte, che ora sono al vaglio degli inquirenti.
Era stato un esposto nell’attuale sindaco di Colle, Lorenzo Bacci, a far partire l’inchiesta. Era l’agosto del 2009. Bacci si era insediato da due mesi. Già dai primi giorni del suo mandato, il primo cittadino aveva subodorato una sistuazione sospetta relativamente alle carte sulla gestione dell’appalto. L’investimento per l’impianto sportivo era stato di 3.8 milioni di euro, tuttavia - in base a quanto emerso dalle valutazioni tecniche - ne valeva solo 2.3. Un gap “misterioso”: come era stato speso quel milione e mezzo di euro? Si parla peraltro di soldi pubblici, essendo garantiti da una fideiussione del Comune. Da lì Bacci, insieme ai suoi legali di Pisa Giuseppe Toscano e Paolo Oliva, aveva valutato di presentare l’esposto sia in Procura sia alla Corte dei Conti per l’eventuale danno erariale.
Ora il problema grosso è che di quei 3.8 milioni prestati dalle banche per il momento ne è stato restituito uno solo e dal Comune stesso, che intanto ha avviato la procedura di decadenza della convenzione con il gestore. L’impresa che subentrerà a questo punto dovrà accollarsi una bella grana, che l’amministrazione sta gestendo attraverso l’escamotage del cosiddetto dialogo competitivo, cioè una procedura di gara per cui il privato che gestirà l’impianto dovrà sì farsi carico del “debito”, ma potrà anche rivedere e modificare il progetto degli impianti, facendo affidamento sulla disponibilità dichiarata dal Comune a fare delle piccole varianti urbanistiche ad hoc. Per ora s’è fatto avanti solo il gruppo Cepa.
Dall’assessore agli artigiani, nomi illustri
Tutte persone che ruotavano intorno alla costruzione della struttura
Nomi eccellenti tra gli indagati nell’inchiesta dei carabinieri, coordinata dalla Procura, sulle piscine di Collesalvetti. A partire da Nicola Nista: 53 anni, è sposato e ha due figli. Nel territorio di Collesalvetti è nato sia anagraficamente che politicamente, anche se dal 2009 ha messo radici a Livorno come assessore provinciale nella giunta Kutufà: ha avuto la delega a porti e trasporti, adesso si occupa di ambiente e energia. Ma il suo nome è legato soprattutto al doppio mandato alla guida del Comune di Collesalvetti come sindaco (per dieci anni dal ’99, fino a quando Bacci ne ha preso il posto): nel 2004 con il sostegno di un vasto arco di forze dal Pd a Rifondazione ha ottenuto il record del 77,1% di consensi, uno dei dieci sindaci più votati d’Italia.
Nel registro degli indagati sono finiti anche tre nomi della Cna. Marco Valtriani, 56 anni, una lunga carriera nell’organizzazione degli artigiani, fino ad assumere il ruolo di prima di vicedirettore e poi direttore generale provinciale dopo il pensionamento di Gino Baldi.
Nel mirino anche Claudio Martelli, che è il vicepresidente. Martelli, 56 anni, imprenditore dal ’74, milita nella Cna dalla fine degli anni’80. All’interno dell’associazione ha ricoperto numerosi incarichi di livello provinciale e comunale. È stato presidente della società di servizi Caf Imprese Cna, presidente dell’Ebal (Ente bilaterale artigianato livornese) e presidente della Cna comunale. L’azienda, in cui lavora anche uno dei due figli, opera nel settore degli impianti termoidraulici civili ed industriali ed ha partecipato ad importanti realizzazioni sul territorio livornese.
Poi c’è Luca Bernini, attuale presidente della Cna comunale. È un imprenditore del settore impianti. È socio della Lu.Mar. Impianti srl, società che ha oltre 20 anni e che nacque dalla volontà di due cassaintegrati: lui, Luca, e Marco Ceccherelli. La ditta prese il via in un garage a Salviano, poi è cresciuta e oggi ha 27 dipendenti con sede al Picchianti.
Nella lista degli indagati troviamo anche il nome di Daniele Giusti, ex presidente provinciale dell’organizzazione degli artigiani e della Sesport: 45 anni, di Vicarello, è imprenditore nel settore edile (come socio amministratore della snc Edilizia Eredi Giusti Piero, quartier generale a Stagno).
L’elenco continua con i nomi di Marco Poles, 53 anni, consigliere della Sesport e amministratore unico della srl società sportiva dilettantistica Nuovo Colle (oltre ad avere cariche nelle immobiliari Onda Blu a Livorno e Calci Sport in provincia di Pisa) e sua moglie Cristina Bronchi (che ha quote nella Sesport, nella Nuoto Colle e nella Onda Blu).
Tra gli imprenditori ci sono anche Marcello Galligani, 59 anni, attivo nel settore termoidraulico, e Domenico Berti, costruttore. Entrambi sono titolari di ditte che lavorano nell’edilizia e che hanno fatto lavori alle piscine; inoltre erano anche inseriti all’interno di società che controllavano la stessa Sesport.
Fidejussione con tripla beffa
Il Comune paga, i lavori restano a metà e la Cittadella è un fantasma
MAURO ZUCCHELLI
COLLESALVETTI. Del sogno della Cittadella dello sport alle porte di Collesalvetti non restano che un fritto misto di erbacce, vetri rotti, docce spaccate e porte sfondate.
E’ un miracolo alla rovescia: niente riesce a dare l’idea d’una trascuratezza paradossale quanto questo fabbricato appena costruito eppure già in abbandono. Anche se l’avevano inaugurato in pompa magna solo cinque anni fa, all’inizio dell’estate 2006. Ma, secondo gli inquirenti, non è colpa della jella se adesso non c’è altro che un’apocalisse al posto della promessa delle quattro vasche con aquagym, aquabike, baby parking e chissà cos’altro.
Nel mirino delle indagini della Procura c’è il macigno di un debito da 4 milioni di euro che precipita sulle casse del Comune di Collesalvetti per via della fidejussione che ha dato alla società privata Sesport per ottenere il mutuo così da costruire la Cittadella dello Sport prevista dai piani dell’ente locale.
Tris di guai
Qui i guai sono almeno tre.
Il primo: è il Comune che fornisce la garanzia per un finanziamento che Sesport ha avuto, in piccola parte, dal Credito cooperativo di Castagneto e, per 3,5 milioni, dal Mediocredito Trentino (dai banchi del centrodestra Emiliano Baggiani chiederà poi come mai è stato necessario andare a cercare un istituto bancario a 400 chilometri di distanza che lavora solitamente in tutt’altre zone). Una garanzia che copre con le spalle pubbliche una cifra pari a 148 volte il capitale della società privata che l’ha ricevuta.
Il secondo: com’è buona norma, il Comune colligiano si cautela “proteggendo” la fidejussione con una polizza. Strano che, per scovarla, di chilometri ne debba fare addirittura 500 e la trovi in provincia di Benevento: la società è di proprietà di una immobiliare del Principato di Monaco, fondata da due società che, manco a dirlo, arrivano dritte dritte dalle Isole Vergini Britanniche. Con questo pedigree, vi stupireste se vi dicessero che la società ha fatto patatrac? Di più: vi meravigliereste se vi dicessero che le Fiamme Gialle la accusano di aver fatto duemila polizze di questo tipo mandando in tilt un battaglione di enti locali?
Il terzo: al danno dei 4 milioni si somma la beffa del fatto che la piscina è rimasta aperta lo spazio d’un mattino e adesso vale solo come campo-scuola per qualunque categoria di vandali.
Il caso piscine esplode a Collesalvetti due anni fa sotto il solleone di mezz’agosto: il consigliere Pdl Paolo Simoni va all’attacco con una interpellanza, nel centrodestra ne fa un cavallo di battaglia anche Baggiani. In realtà, è già nel primo giorno da sindaco (12 giugno 2009) che Lorenzo Bacci chiede la documentazione relativa al caso piscine. Dieci giorni più tardi, il neo-sindaco mette in pista l’iter per far decadere la convenzione con la Sesport. E, appena passato il Ferragosto 2009, sale le scale della Procura per presentare un esposto.
La sterzata di Bacci
Altolà alle insinuazioni del centrodestra contro la giunta del predecessore Nicola Nista, eppure non è un segreto per nessuno che gli assetti politici a Collesalvetti hanno avuto una sterzata con le primarie in casa Pd in vista delle elezioni del 2009.
Il Partito democratico le aveva messe sotto l’albero di Natale dell’inverno precedente. il giovane outsider Lorenzo Bacci, proveniente dal mondo dell’Arci e degli scout Agesci, grazie al forte sostegno dell’associazionismo la fa in barba a due candidati forti come Samanta Migliorini, assessore nella giunta di Nicola Nista e da lui appoggiata nella sfida interna al Pd, e come Maurizio Scatena, ex vicesindaco di Colle ed ex numero uno della Margherita provinciale. E’ una sorpresa la vittoria del più giovane dei tre (44% mentre gli altri due si sono fermati entrambi sotto la soglia del 30%), ma è una sorpresa anche la partecipazione al voto (mettono la scheda nell’urna in 2415, settecento in più rispetto alle primarie che quindici mesi prima hanno incoronato Veltroni).
I conti fanno acqua
Ma le beghe in casa Pd rappresentano solo la metà del puzzle di questa vicenda. L’altra metà è un conto economico che fa acqua da tutte le parti. Lasciamo stare che, anche per via di alcune modifiche in corso d’opera, i 3,8 milioni effettivamente erogati dalle banche non bastano per completare la costruzione della “Cittadella”, sono le cifre della gestione ad andare presto in tilt.
Si pensa di coprire la piscina con un “pallone” così da poter proseguire le attività anche nella stagione fredda, ma questo fa schizzare in orbita le bollette del gas (21mila euro al mese), dell’elettricità (5mila) e dell’acqua (altrettanti). Figurarsi che è dall’aprile 2008, cioè a poco più di un anno e mezzo dall’inaugurazione, che i revisori dei conti suonano il campanello d’allarme. I guai economici sono già arrivati per il gestore: la Sd Nuoto si trova presto con l’acqua alla gola anche fuori dalle vasche natatorie, la Sesport dice di non aver ricevuto nemmeno un euro per l’affitto. Risultato: impossibile pagare il mutuo.
Logico che le banche vadano a chiedere i quattrini al Comune di Collesalvetti che ha firmato la fidejussione. Il municipio avrebbe in teoria coperto con una polizza il rischio di rimanerci fregato. Un po’ meno logico è che l’intermediario finanziario campano scelto dal Comune sia sparito nel nulla così che i 4 milioni da pagare restano sul gobbo all’amministrazione di Colle. Non è l’unica cosa a esser sparita: si è volatilizzato anche un milione e mezzo di euro. E’ la differenza fra quel che la Sesport dice di aver speso e il valore che invece è stato stimato dall’ufficio tecnico del Comune di Collesalvetti. Ammesso che sia buona quest’ultima valutazione, sarebbe proprio un miracolo: il Comune dovrebbe tirar fuori 4 milioni di euro per pagare quel che una società privata non ha pagato, la struttura non varrebbe più di 2,3 milioni di euro e intanto è tutto chiuso e in abbandono.
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