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Firmato l'accordo, dal gas 420 milioni - La Nazione Livorno

 


Raggiunta l’intesa per i contributi di compensazione che arriveranno sul territorio
di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
LI HANNO CHIAMATI «contributi di compensazione» al territorio. Valgono per Livorno, in cambio dell’autorizzazione a piazzare al largo il terminale di rigassificazione Olt, almeno 420 milioni di euro in vent’anni, esattamente l’arco temporale della concessione.
E GLI AMMINISTRATORI delegati della Olt, che ieri hanno firmato gli accordi con i comuni di Livorno e Pisa (per Pisa l’impegno sostanziale è la riapertura dell’incile tra l’Arno e il canale dei navicelli), ci tengono a sottolineare che le ricadute totali saranno ancora maggiori, compresa la quota di gas metano che sarà «passata» all’Asa a prezzo ribassato per i consumi locali, le occasioni di lavoro per i giovani, un indotto che riguarderà gli interventi di manutenzione, il movimento delle navi gasiere, l’auspicata «metanizzazione» di aziende e della stessa centrale Enel che rappresenterà un miglioramento ambientale e della qualità dell’aria.
PAROLA di Peter Carolan e Valter Pallano, i due amministratori delegati dell’Olt, davanti al sindaco Alessandro Cosimi. Il presidente della Provincia Giorgio Kutufà era atteso ma ha mandato la giustificazione: un incontro urgente in prefettura. Cosimi ha retto tutto da solo la scena per le istituzioni: ricordando come il metano dell’Olt potrà accelerare la trasformazione dell’obsoleta centrale Enel (la cui concessione scade, ha ricordato non senza un pizzico di minacciosa malizia, proprio l’anno prossimo) ma anche e specialmente aiutare il processo di crescita e integrazione dell’area vasta con Pisa, in progetti comuni «dei quali parleremo presto». Cosimi, come si sa, quando vuole è maestro di «suspence», anche a lungo termine.
SULLE COMPENSAZIONI, l’Olt sembra rappresentare per il territorio livornese la biblica Manna dal cielo. Nel documento fornito dalla società si parla testualmente di «ricadute economiche stimate ad oggi per circa 400 milioni di euro nei prossimi vent’anni». Il sindaco Cosimi s’è allargato a «oltre 420 milioni». Olt ha ato mandato alle associazioni imprenditoriali locali, Confindustria e Cna/Api, di procedere a una pre-qualifica delle aziende che potranno essere coinvolte.
CI SARà bisogno di gestione e manutenzione del terminale per 18 milioni all’anno: il che in totale fa 360 milioni per vent’anni, ai prezzi d’oggi. Sono compresi i lavori di intervento sulle navi gasiere che porteranno il metano, gli interventi sulla piattaforma (che è costruita con criteri tali da renderla esente da bacino di carenaggio per vent’anni), trasporti a terra e bordo, magazzinaggio eccetera. Catering e servizi agli equipaggi «varranno» altri 500mila euro all’anno (totale 10 milioni).
LA SORVEGLIANZA, per la quale è stato stipulato un contratto con la fratelli Neri, vale 50 milioni (2,5 milioni all’anno) con una apposita «nave guardiana» già in costruzione. Non è stato ad oggi ancor firmato l’accordo di agenzia e pilotaggio per le cinquanta navi che ogni anno attraccheranno alla piattaforma. Infine per il monitoraggio ambientale e marino sono previsti 800mila euro all’anno, già assegnati in appalto al Centro interuniversitario di Biologia Marina, per un totale di 16 milioni in vent’anni, cifra quanto mai gradita per la sopravvivenza del centro stesso.


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