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Area pagata 8 milioni per tenerci i camion - Il Tirreno Primo Piano

 

Costata il doppio del suo valore: pessimo affare dell’Autorità Portuale
 
 
 
 
 LIVORNO. Li hanno ribattezzati «Terreni d’oro», quelli acquistati tra il 2003 e il 2004 dall’Autorità portuale di Livorno. E a sette anni di distanza hanno fruttato solo erbacce e un po’ di rifiuti: un malinconico paesaggio che fa da sfondo a una triste puntata di Sprecopoli.
 Si tratta di terreni acquistati dall’Autorità sulla base di stime poi contestate e risultate addirittura doppie rispetto al valore reale dei terreni.
 Già l’idea di base poteva prestarsi a forti perplessità: la Port Authority, infatti, decise di acquistare una serie di terreni nel Comune di Collesalvetti nei quali effettuare le operazioni di check-in dei camion destinati all’imbarco nel porto di Livorno, utilizzando i finanziamenti per le «Autostrade del mare». Terreni non proprio a ridosso del porto di Livorno, anzi piuttosto lontani.
 Ma lo scandalo non sta lì, bensì nella transazione che ha portato all’acquisto della cosiddetta «Area Veroni» per otto milioni di euro, dopo che l’ufficio tecnico erariale aveva stimato un valore di appena quattro. Nonostante questo, l’affare venne stipulato e l’area Veroni è divenuta di proprietà della Port Authority che però, a quel punto, non ha più saputo cosa farsene: un acquisto inutile e per di più pagato doppio.
 Le successive gestioni dell’Autorità Portuale non solo non hanno dato seguito al progetto, ma hanno avviato un contenzioso giudiziario che ancora oggi è aperto. La Port Authority ha infatti promosso un causa contro la famiglia Veroni per chiedere la restituzione del valore sovrastimato. Recentemente, gli eredi Veroni hanno proposto alla nuova gestione della Autorità portuale una transazione per chiudere il contenzioso, ma la cifra offerta a titolo di riparazione non è stata giudicata congrua dall’Avvocatura dello Stato.
 «A quel punto - spiega il presidente dell’Authority Gallanti - abbiamo rifiutato la transazione. Nel frattempo, però, gli eredi Veroni ci hanno proposto una nuova transazione aumentando un poco la cifra offerta». Fino a quando la causa rimane aperta, i Veroni hanno difficoltà ad ottenere crediti da parte delle banche e sono a rischio diversi posti di lavoro: anche in considerazione di questo fatto, la Port Authority proprio ieri ha inviato all’Avvocatura dello Stato la nuova ipotesi di transazione per chiudere definitivamente la vicenda. Tenendosi comunque quell’area di fatto inutile.
C.B.


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