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Accade quel che tutti temevano «Basta, ora vogliamo certezze» - La Nazione Piombino sabato 19 novembre
PIOMBINO: 2.000 IN CASSA ALLA LUCCHINI LE REAZIONI DEI SINDACATI
— PIOMBINO —
QUELLO che temevano tutti è avvenuto. Si ferma l’altoforno in Lucchini: 2000 operai in cassa integrazione. Si tratta di un blocco temporaneo, dal 24 dicembre al 18 gennaio, ma è chiaro che la fermata si inserisce in un clima di grande preoccupazione, a pochi giorni di distanza dello sciopero organizzato da Fim, Fiom e Uilm che ha portato in piazza oltre 4000 persone, una città che si è stretta intorno agli operai. E ieri questa notizia. Alla quale si aggiunge la protesta, nella sala del consiglio di fabbrica degli operai, di due imprese, la Tre Emme e Tecnoref, che hanno ricevuto solo un anticipo dello stipendio, 1000 euro, in attesa del saldo. Questa altalena dei pagamenti va avanti da tempo. La Lucchini deve alle imprese oltre 100 milioni, imprese costrette quindi sempre più spesso a far da «banca» allo stabilimento. E ieri l’azienda ha annunciato che farà marciare l’altoforno a 4200 tonnellate: da una parte per motivi d’integrità dell’impianto, dall’altro per un problema di costi. L’azienda aveva tentato di far marciare l’Afo anche a 2700 tonnellate, troppo poco per l’impianto. Altoforno che però si fermerà dal 24 dicembre al 18 gennaio e questo vuole dire 2000 dipendenti in cassa integrazione. La cassa che scatterà già da metà dicembre per 400 operai dei treni di laminazione (escluso il treno rotaie). I problemi sono legati alla mancanza di ordini, ma questa incertezza nella ratifica dell’accordo al Tribunale e la mancanza di liquidità certo non aiutano.
«QUESTA vicenda dell’accordo va chiusa entro il 15 dicembre — hanno detto Fim , Fiom e Uilm (Fausto Fagioli, Luciano Gabrielli e Fabrizio Toninelli) — chiudere l’altoforno, al di là del fatto che si carica in bianco, è pur sempre un rischio. Bisogna che venga convocato quanto prima un tavolo al governo. Non vogliamo più date. Solo certezze». La situazione delle imprese d’appalto sarà discussa martedì in Confidustria a Piombino, e sempre martedì ci sarà una riunione in Regione, convocata dall’assessore Simoncini. Intanto i sindacati hanno convocato per lunedì un consiglio di fabbrica straordinario.
Maila Papi
PIOMBINO: 2.000 IN CASSA ALLA LUCCHINI L’AZIONE POLITICA
Interrogazione al neo-ministro Passera dei senatori Passoni e Chiti del Pd
— PIOMBINO —
LA SITUAZIONE della Lucchini arriva sul tavolo del nuovo Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera che si è si è appena insediato. L’interrogazione, presentata dal Partito Democratico a firma dei senatori Achille Passoni, Vannino Chiti ed altri, chiede al governo di farsi promotore dell’apertura di un tavolo di confronto come richiesto dalle organizzazioni sindacali, dalle istituzioni locali e dalla Regione Toscana. «In una situazione come questa un governo di salvezza nazionale non può non tener conto della crisi in cui versa il primo stabilimento siderurgico per produzione di prodotti lunghi d’Italia e che occupa fra diretti e indotto oltre 3000 lavoratori — afferma Valerio Fabiani segretario Pd — le parole pronunciate dal nuovo premier Monti a proposito di crescita e sviluppo sono incoraggianti, confidiamo che anche su questo versante il nuovo Governo italiano marchi una netta discontinuità rispetto al governo precedente».
«LA CELERITà con cui abbiamo depositato questa interrogazione è sintomatica della gravità della crisi che stiamo vivendo ma anche dell’attenzione che il Pd ha sempre dimostrato ad ogni livello attorno alla vicenda Lucchini la quale chiama in causa il futuro della siderurgia e più in generale dell’industria italiana – aggiunge il responsabile lavoro del Pd Enzo De Bonis — è necessario non abbassare la guardia perché l’incertezza e le preoccupazioni in cui sono piombati i lavoratori e le sempre più gravi difficoltà delle imprese pretendono un impegno nazionale».
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