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In piazza per difendere l'industria - Il Tirreno Piombino

 

Stamani alle 9 sciopero della siderurgia e corteo. Coop e negozi chiusi
 
 
 
 
 PIOMBINO. I sindacati si aspettano oggi una risposta forte dal territorio. «Non è solo una battaglia in difesa della siderurgia - ripetono i tre segretari di Fim, Fiom e Uilm (Fagioli, Gabrielli e Renda), ma per il futuro delle nuove generazione, per la dignità dei lavoratori e delle persone».
 Uno sciopero, quello della siderurgia, che non vuole dunque avvitarsi su se stesso, restare chiuso dentro le fabbriche. È per questo che le tute blu hanno deciso di tornare in piazza chiedendo ai commercianti di aderire alla manifestazione, chiudendo i loro negozi al passaggio del corteo, e agli artigiani di partecipare alla sfilata con i loro camioncini. Hanno deciso automamente di aderire allo sciopero anche i sindacati di categoria degli edili, delle pulizie e i lavoratori delle mense degli stabilimenti.
 In concentramento è previsto per le 9 in via Caduti del lavoro (cavalcavia Lucchini. Già preannunciata la presenza di una folta delegazione di lavoratori della Beltrame di San Giovanni Valdarno, in questo momento in lotta per difendere la Ferriera, e di diverse Rsu di fabbriche delle province di Livorno, Arezzo e Firenze che con i loro striscioni apriranno la sfilata. Dopo un percorso per le vie cittadine (via della Resistenza, via della Repubblica, via Lombroso, via Cellini, piazza Verdi e corso Italia) in piazza Gramsci prenderanno la parola i sindacalisi, l’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini e il sindaco Gianni Anselmi.
 Oltre a Cna, Confesercenti e Confcommercio allo sciopero ha aderito anche la Coop, che terrà il negozio di via Gori chiuso dalle 8 alle 10,30. Prevista massiccia anche l’adesione degli studenti.
 Secondo il polso dei sindacalisti, in queste ultime settimane la consapevolezza della gravità della situazione, soprattutto in Lucchini e in Magona, è aumentata. E non solo nelle fabbriche.
 In Lucchini ieri sono rientrati dalla cig i circa 160 lavoratori del Tmp. Ma c’è il rischio concreto che un’altra ondata di cig arrivi a dicenbre. Non c’è niente di ufficiale, ma l’azienda sembra aver intenzione di ridurre la fermata dell’altoforno prevista a dicembre, tentando di abbassare il più possibile la marcia dell’impianto attraverso la riduzione delle tubiere e conseguentemente del numero delle colate, già arrivate alle 27 giornaliere rispetto ad una media di 50 dei periodi migliori. Tutto questo, ovviamente, fa fin troppo facilmente prevedere contraccolpi in acciaieria e negli impienti finitori.
 «Non possiamo continuare a restare agganciati a questo tira e molla sull’asseveramento del piano finanziario - sostiene il segretario della Fiom Luciano Gabrielli - Bisogna accelerare il risanamento della Lucchini e trovare al più presto un compratore».
 «Questo stabilimento - aggiunge Fausto Fagioli - ha bisogno da tempo di una ristrutturazione profonda che non è mai stata fatta. Per questo oggi sentiamo molto più di altri la crisi». «Dobbiamo difendere l’altoforno - aggiunge Vincenzo Renda, ma anche puntare su investimenti che migliorino qualità dei prodotti e aumentino i valore aggiunto se vogliamo competere».
 La situazione non è meno grave in Magona. «Arcelor Mittal non investe - sottolinea Gabrielli - e c’è da chiedersi a questo punto se c’è ancora un futuro all’interno del gruppo. Gli stessi investimenti preannunciati dalla Dalmine potrebbero essere rimessi in discussione nel quadro di un polo siderurgico indebolito, così come potrebebro ridursi le occasioni di sviluppo del porto. Per questo la difesa delle fabbriche è il presupposto per mantenere possibilità di sviluppo a questo territorio»
G.P.

OPERAIO AL TPP
 
Si ferisce in Lucchini
 
 
 
 
 PIOMBINO. Si è ferito gravemente mentre stava lavorando al treno rotaie della Lucchini. Verso le 9 di ieri, Andrea Lancioni, 42 anni, uno dei più esperti collaudatori del reparto, stava girando una rotaia al finimento del Ces per collocare degli aghi, utilizzati negli scambi ferroviari. Un’operazione consueta che di solito si fa in due utilizzando una lunga chiave che viene posta sotto la suola della rotaia e che consente di far leva per girarla. Ma la grossa chiave è tornata indietro, colpendo in pieno volto il lavoratore. Soccorso prima dal personale sanitario della fabbrica, Lancioni è stato trasportato al pronto soccorso di Villamarina. I medici gli hanno riscontrato una frattura del setto nasale, oltre a ferite interne alla bocca e al labbro. Alle 16,30 è stato sopposto ad un intervento chirurgico. Ancora in corso di accertamento le cause dell’incidente. Sul reparto è andato anche Fabrizio Fusco, uno dei responabili della Rls. «Ho parlato con alcuni lavoratori. Lancioni era sicuramente tra i collaudatori più esperti e l’operazione di routine. Approfondiremo le verifiche e, se necessario, chiederemo di introdurre pratiche più sicure».

La città si stringe intorno ai lavoratori
 
Adesione e solidarietà dalle forze politiche e da tante associazioni
 
 
 
 
 PIOMBINO. Numerose le adesioni allo sciopero e al corteo organizzato dai sindacati dei metalmeccanici Tra i primi a manifestare la piena condivisione delle motivazioni sono state Cna, Confesercenti e Confcommercio. Adesioni sono venute dagli studenti che hanno annunciato la loro presenza al corteo. La Uil provinciale ha invitato anche i lavoratori del pubblico impiego, dei trasporti e della sanità ad aderire in modo simbolico allo sciopero portando stamani un cartellino: «Sono in sciopero ma lavoro per assicurare i servizi».
 Anche la Cgil-funzione pubblica ha invitato iscritti e simpatizzanti della Val di Cornia a partecipare alla manifestazione. A questo proposito l’Asl si scusa per gli eventuali disagi nell’erogazione dei servizi.
 Oltre alle adesioni arrivate nei giorni scorsi dai partiti, ieri sostegno allo sciopero della siderurgia è arrivato dal Pd toscano. «Siamo preoccupati per la situazione della Lucchini e di tutto il settore siderurgico piombinese. Occorre mantenere alto il livello di attenzione su quello che deve rimanere un comparto industriale strategico per il nostro Paese». Lo affermano il segretario regionale Andrea Manciulli, il responsabile economia e lavoro Ivan Ferrucci e Matteo Tortolini, consigliere regionale e membro della segreteria.
 A fianco dei lavoratori anche il Psi «I socialisti saranno alla manifestazioen - affermano il segretario provinciale Alberto Rossi e quello locale Stefano Ferrini - per testimoniare che l’Italia non può fare a meno dell’industria. Il Psi chiede inoltre un’accelerazione del regolamento urbanistico «perché si favorisca la diversificazione economica con scelte coraggiose sul turismo, la piccola e media impresa, il porto, la nautica e l’agricoltura».
 Anche l’associazione nazionale «Ruggero Toffolutti» contro le morti sul lavoro si dice vicina ai lavoratori della Lucchini e dell’indotto e parteciperà con il suo striscione alla manifestazione di oggi. L’associazione sottolinea che il futuro della Lucchini «non può prescindere dal ripristino delle condizioni di sicurezza che, stando agli allarmi lanciati dai sindacati in seguito ad inquietanti incidenti, hanno già superato il livello di guardia».


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