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L'ex vicesindaco si autosospende «Partito allo sbando» - Il Tirreno Livorno

 


 
 
«Non mi piace chi cerca i voti facili con le provocazioni»
 
JUNA GOTI
 LIVORNO. «Voglio mettere le distanze tra me e questo modo di fare politica basato su annunci, provocazioni e incongruenze: per questo mi sospendo ufficialmente dall’Italia dei Valori». Ha deciso di rompere il silenzio con un gesto clamoroso l’ex sindaco di Idv, Cristiano Toncelli.
 Per la prima volta da quando è stato invitato dai suoi stessi colleghi a lasciare Palazzo Civico - il sostituto è Luca Bogi - parla del suo ormai quasi ex partito. E non le manda a dire a nessuno.
 La politica dei voti facili. «Ho lavorato per dieci anni all’interno di Idv - interviene - per costruire dal basso una forza di governo e oggi vedo un partito che fa delle incongruenze e della ricerca dei voti facili la propria linea politica». Il riferimento è alla «gara unica per il trasporto pubblico che Idv sostiene in Regione ma ostacola a Livorno, all’Olt criticato qui senza mai fare battaglie a Firenze. E mentre in città si sostiene a gran voce la politica dei Rifiuti Zero, a Rosignano si vota l’ampliamento della discarica».
 Limoncino, brindisi indecente. «Il brindisi col comitato degli esponenti di Idv è davvero indecente - critica l’ex vicesindaco - non per la posizione assunta dal partito nei confronti della discarica, ma perché chi rischia di pagare il prezzo in modo incolpevole sono i lavoratori delle ditte coinvolte, ai quali va la mia solidarietà». «Quel brindisi - continua - è stato una mancanza di rispetto. Una forza di governo, pur nel rispetto delle proprie idee, non può non tentare di tutelare tutti i componenti della società».
 Le responsabilità sono anche nostre. Toncelli, che prima di diventare vicesindaco ha ricoperto il ruolo di assessore in Provincia, sottolinea che «Idv era in maggioranza anche lo scorso mandato (quando è stata autorizzata la discarica) e i miei colleghi dovrebbero ricordarsi che quando si parla di responsabilità c’è una cosa che si chiama continuità degli atti amministrativi. Si è liberi di avere qualsiasi parere, ma bisogna lavorare in continuità e costruttività per risolvere i problemi e non con spirito distruttivo».
 Signori, mi sospendo. «Per questo - annuncia - mi sospendo da Idv: mi dissocio da quello che il partito sta facendo e proprio per tutto quello che credo di avere costruito negli ultimi anni, chiedo una riflessione interna per capire se questa è la direzione in cui si vuole andare. In questo caso il mio percorso politico con Idv è finito».
 Tra scongelamenti e freezer. Toncelli dice che «credevo che la mia uscita di scena dopo il congelamento della giunta avrebbe significato un rasserenamento dei toni in maggioranza per affrontare i gravi problemi con cui dovrà fare i conti il territorio. Ma così non è stato».
 Bogi non si dimette perché... «Subito prima di diventare vicesindaco io mi sono dimesso dalla Provincia. Mi stupisce che Bogi abbia mantenuto a lungo il doppio incarico». Toncelli sostiene che «la candidata a prendere il suo posto in consiglio provinciale sarebbe Serenella Ventura (moglie del consigliere regionale Giuliano Fedeli) che non appartiene esattamente alla corrente di Bogi. Forse per questo ci sono ancora titubanze...»
 Solo la coltellata dell’ex? Non è un mistero: Toncelli è uscito sconfitto dal maremoto che a settembre ha portato alla nomina del nuovo vicesindaco. La linea Evangelisti-Romano-Bogi ha avuto la meglio. Autosospensione e critiche sono solo la coltellata dell’ex? «Scelgo di fare questo atto - risponde - perché non condivido questo modo di fare politica e non voglio che il mio silenzio passi per assenso».
Puntini sulle i. Toncelli non lo conferma, ma a quanto risulta il segretario regionale, Fabio Evangelisti, gli ha proposto di rientrare in gioco occupando la poltrona di un ente regionale. Incarico che, però, sarebbe in conflitto di interessi con la sua professione: ingegnere delle telecomunicazioni per la Wind, lavoro che non ha mai lasciato e a cui è tornato a dedicarsi a tempo pieno. Toncelli, evidentemente, ha rifiutato. E i rapporti sono più tesi di prima.
  L’ex va al Pd? «Non uscirei da Idv per saltare da una parte all’altra, ma mentirei se dicessi che l’ultimo anno in Provincia e in Comune non mi ha arricchito come persona e come amministratore. Anche dal Pd ho ricevuto manifestazioni di stima: se la mia sospensione porterà a un’uscita da Idv valuterò con calma il percorso migliore. Ma solo dopo».

«Noi surfisti? Loro in balia delle onde»
 
Il segretario toscano dei dipietristi rincara la dose e replica a De Filicaia
 
 
 
 
 LIVORNO. «Se noi di Idv siamo quelli che fanno surf sui problemi, i compagni del Pd troppo spesso rischiano di affogarci, se non fosse per noi che dal surf lanciamo un salvagente e li riportiamo a galla, evitando a tutti di diventare una coalizione in balia dei marosi». Ecco come risponde il segretario regionale di Idv, Fabio Evangelisti, al segretario del Pd, Yari De Filicaia, che sul Tirreno ha accusato i dipietristi di «surfare sui problemi» andando a caccia di consensi.
 «Spero che la riunione di maggioranza, in programma nelle prossime ore - si legge nel comunicato arrivato da Firenze - possa servire a placare i bollenti spiriti e a ricondurre il confronto nell’alveo di una ben più costruttiva dialettica politica, ovvero sui contenuti anziché sugli insulti personali. Perché, appunto, sui contenuti e i concetti da me espressi sabato scorso,non viene contestato alcunché».
 «Ciò che dispiace al netto delle offese - continua Evangelsiti - è la scarsa consistenza politica delle dichiarazioni del segretario: forse qualcuno ha capito qual è la posizione del Pd sul Limoncino? I sigilli alla discarica hanno disturbato qualcuno? È saltata qualche tessera dal mosaico? Certe sparate qualunquiste (ma che c’azzecca il figlio di Di Pietro?) denotano soltanto eccesso di nervosismo». Evangelisti ripete che «noi di Idv sulla discarica del Limoncino abbiamo da sempre una posizione coerente e cristallina: dinanzi ai rischi di irregolarità, che per altro denunciamo da tempo, appare ambigua o scivolosa ogni reazione che non sia di soddisfazione per l’intervento della magistratura. Quella del Limoncino è per noi una battaglia per la difesa dell’ambiente e per il rispetto delle regole. Da parte di tutti, sia chiaro!».
 Quanto alle espressioni del presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, che ha parlato di limiti travalicati, «è persona che conosco come saggia ed equilibrata, non voglio credere che punti ad escludere Idv dalla coalizione: il governo del territorio non si fa solo con strappi, minacce e ripicche». «Noi alleati scomodi ma sempre leali - continua - ribadiamo la necessità di incentrare il dibattito (e anche lo scontro più duro) sui contenuti». «Sono bravi tutti - affonda - a riempirsi la bocca dei vari Scilipoti, dimenticandosi (volutamente) di Bruno Cesario e di Massimo Calearo (Pd) e i tanti altri trasmigrati a sostenere Silvio B, o dei radicali astensionisti o dei giovani rottamatori e altre varie beghe interne, senza bisogno di far tanti chilometri fino al Molise (dove più che altro, nella sconfitta, pesa l’imbarazzante 9% del Pd)».

Il Pd vuole azzerare gli assessori Idv
 
I democratici a Cosimi e Kutufà: «Ritirate le deleghe in Provincia e Comune»
 
 
 
 
 LIVORNO. I vertici del Partito Democratico livornese hanno chiesto al sindaco (lo chiederanno anche al presidente della Provincia, Giorgio Kutufà) di togliere le deleghe agli assessori di Idv. In altre parole, lasciarli fuori dalle giunte che oggi sono formate da esponenti dipietristi, democratici e vendoliani. La conferma arriva dal rappresentante dell’unione comunale del Pd, Yari De Filicaia, che ieri sera, a margine dell’assemblea per eleggere il nuovo leader provinciale (nell’articolo in basso) ha incontrato Alessandro Cosimi e il segretario regionale Andrea Manciulli.
 «Gli esponenti livornesi di Idv - ripete De Filicaia che ormai è ai ferri corti anche col segretario toscano dei dipietristi, Fabio Evangelisti - hanno passato il limite. Non possono pensare di fare opposizione e continuare a governare la città».
 Cosimi e Kutufà, dopo il fastidio mostrato ieri sulle colonne del Tirreno per il brindisi post-sequestro della discarica del Limoncino (Kutufà ha detto che «i limiti sono stati travalicati, la permanenza di Idv nella coalizione è in discussione») preferiscono non fare sterzate. Anche perché la questione, dopo l’incontro di ieri sera con Andrea Manciulli, sarà discussa dalle segreterie regionali.
 In ogni caso, sottolinea De Filicaia, «oggettivamente la rottura c’è stata: a breve pioveranno sui territori gli effetti delle manovre del governo e se l’atteggiamento di Idv è questo è bene che se ne stiano a casa». «Non vogliamo - continua - un monolite in maggioranza, ben vengano le discussioni, ma ci vuole rispetto e senso di responsabilità di governo del territorio: se non si vogliono assumere questa responsabilità escano dalla coalizione».
 Il sindaco riunirà a breve la maggioranza, ma se anche un pezzo da novanta come l’assessore Bruno PIcchi dice che «sono completamente d’accordo con De Filicaia», significa che il clima nel Pd livornese è incandescente. Oggi, a Palazzo Civico, è in programma da tempo una riunione della giunta che a questo punto rischia di assumere toni inaspettati. Salterà, invece, il consiglio comunale sulle società partecipate in programma per domani, perché i capigruppo hanno chiesto un nuovo passaggio in commissione.
 Intanto anche Sel lancia l’ultimatum: «Si risolva subito questa situazione o basta lo diciamo noi». «Per i continui litigi interni - interviene il segretario, Andrea Ghilarducci - l’alleanza rischia di non riucire a lasciare il segno. Siamo appena usciti da uno scongelamento di giunta e già ci ritroviamo al punto zero: questa situazione di sfascio non è più tollerabile».

Tensioni in apertura di assemblea: alcuni iscritti chiedono di rimandare la votazione
 
Il cecinese Lippi eletto segretario
 
Prende il posto di Di Rocca (che ne sottoscrive la candidatura)
 
 
 
 
 LIVORNO. Il percorso non è stato affatto in discesa, ma alla fine il cecinese Samuele Lippi è stato eletto segretario provinciale del Partito Democratico. Ha preso il posto di Filippo Di Rocca che ha annunciato le dimissioni dalla guida del quartier generale di via donnini quasi un mese fa.
 L’elezione è arrivata al termine di un’assemblea rumorosa (presente il segretario regionale, Andrea Manciulli) che ieri sera si è riunita in Corea. All’inizio alcuni iscritti (fra i quali Sergio Del Gamba) che chiedevano un «percorso più partecipato» per l’individuazione dei candidati (problema già sollevato dai bindiani di Antonio Ceccantini), hanno cercato di far slittare la votazione. Che alla fine c’è stata, con un candidato unico: 170 votanti, 140 sì per Lippi, 5 no, 7 schede bianche e 18 astenuti.
 A sorpresa il primo firmatario della lista filo Lippi è stato proprio il segretario uscente Di Rocca. Con lui il sindaco Alessandro Cosimi e il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, per cercare di dare un segno di unitarietà al partito dopo le polemiche sul percorso seguito per arrivare all’elezione».
 «Al di là delle perplessità sui percorsi - ribadisce il rappresentante dell’Unione comunale, Yari De Filicaia - dobbiamo strutturare velocemente il partito. Alla Camera si sta per votare una manovra che potrebbe far cadere il governo. La possibilità di andare alle elezioni nel 2012 non è remota e non possiamo farci trovare impreparati».
 Dopo le dimissioni di Di Rocca sono circolati anche i nomi di Alessio Ciampini e di Marco Cavicchi. Alla fine è rimasto solo Lippi, che dal 2008 è a capo della segreteria di Cecina. Classe 1972, è stato eletto nel consiglio comunale cecinese nel 1995, 1999 e 2004. Nel 2000 è stato nominato assessore alle politiche sociali ed è tra i fondatori della Società della Salute della Bassa Val di Cecina. È dipendente di Unicoop Tirreno, area energia e fa parte dell’assemblea nazionale del Pd. Eredita una poltrona scottante in una fase al vetriolo con gli alleati. «Mi chiedono tutti se ho idea di cosa mi aspetta», scherza. «In effetti - riprende - la situazione è difficile. Metterò in piedi un percorso di incontri con il partito livornese, che conosco ancora poco, per individuare insieme priorità e azioni. Solo dopo penserò alla squadra, alla segreteria, perché voglio capire qual è il modo migliore di gestire la situazione». Le priorità? L’eco è arrivata anche a Cecina: «Idv e Limoncino».


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